MA LA BATTAGLIA NON FINISCE QUA

Innanzitutto, diamo volentierissimo atto al presidente della Provincia Alessandro Repetto di aver revocato il contributo alla rivista che tanto ha indignato moltissimi lettori, cattolici e non solo. Era una bruttissima storia per la Provincia, resta una bruttissima storia per l’Università. Ma siamo felici che, da ieri, grazie anche alla sensibilità di Repetto, sia una storia archiviata per la Provincia. Certo, sarebbe stato meglio che non fosse mai nemmeno iniziata e Palazzo Spinola ha comunque una culpa in vigilando. Però, ammettere gli errori fa comunque onore a chi lo fa. Quindi, stavolta e su questo punto, bravo Repetto.
Ma risolto un caso, ne restano aperti tanti altri. Fra le centinaia di tefonate e lettere che abbiamo ricevuto in questi giorni - e che, ovviamente pubblicheremo, almeno in parte - ce n’è una che mi ha quasi commosso. Ed è quella del signor Franco Ferrara di Mezzanego, un nostro carissimo lettore che non ha mai nascosto il suo ateismo e con il quale, anzi, abbiamo avuto vivaci scambi sulla fede. Scambi sempre vivi che, personalmente, mi hanno sempre arricchito. Ecco, Ferrara, l’«ateo Ferrara», ci scrive: «Da parte mia, malgrado un nihilismo sempre più pervasivo, sappia che sono idealmente schierato dalla parte di monsignor Bagnasco...».
Proprio qui sta il punto. Non è la fede il discrimine della battaglia di questi giorni e anche del nostro sostegno a Bagnasco. Il discrimine è la civiltà. Ed è un discrimine che non sembra chiaro a molti esponenti del mondo politico. Spiace dirlo, ma quasi tutti nel centrosinistra.
Personalmente, ad esempio, sono incredulo di fronte alla difesa del conduttore del primo maggio che ha insultato la Chiesa dal palco di San Giovanni e oggi viene difeso da gran parte dell’Unione in nome della «libertà di satira», formula standard con cui negli anni scorsi si poteva dare del mafioso a Silvio Berlusconi e oggi si può dire e scrivere qualsiasi cosa contro il Papa, monsignor Bagnasco, la Cei. Ed è drammatico vedere come - tranne rarissime eccezioni - i cattolici del centrosinistra tacciano in nome delle alleanze.
Tutto fa. Anche piccolissime cose. Ad esempio, ci fa davvero piacere - e l’abbiamo scritto - che il sindaco Beppe Pericu abbia telefonato la sua solidarietà a Bagnasco. Fa meno piacere che non l’abbia mai messa su carta intestata. Quella carta intestata che è rispuntata ieri per informare i cittadini del telegramma spedito dal sindaco (che pure è in vacanza all’estero) «a nome mio personale e della cittadinanza genovese», al suo collega Sergio Cofferati «dopo le minacce e gli attacchi di cui è stato oggetto».
Ecco, a me sarebbe piaciuto che la solidarietà a Bagnasco valesse parole calde almeno quanto quelle riservate a Cofferati. Sarebbe piaciuto.