Batterio killer: già dieci vittime in Germania e l'infezione si propaga in Europa

In Spagna, Svizzera, Svezia, Danimarca, Olanda, Gran Bretagna e Austria, chi ha riportato l'infezione era stato in Germania o è cittadino tedesco. In Italia, dove non si registrano casi, continua ad essere attiva la sorveglianza da parte del ministero della Salute.

Sono almeno 276 le infezioni e già 10 le morti provocate in Germania da una tossina killer prodotta dal batterio Escherichia coli. Alla Germania sono collegati anche tutti gli altri casi finora registrati in altri sette Paesi europei. In Spagna, così come in Svizzera, Svezia, Danimarca, Olanda, Gran Bretagna e Austria, chi ha riportato l'infezione era stato in Germania o è cittadino tedesco. In Italia, dove non si registrano casi, continua ad essere attiva la sorveglianza da parte del ministero della Salute, attraverso l'Istituto Superiore di Sanità.
La sorveglianza è alta in tutta l'Europa: i Centri Europei per il Controllo delle Malattie (Ecdc) stanno collaborando con i ministeri della Sanità dei singoli Stati, con l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), la Commissione Europea e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Per gli Ecdc si tratta infatti della più grave infezione alimentare mai registrata in Germania.
È provocata da una delle tossine più aggressive prodotte dal batterio Escherichia coli, chiamata Shiga, che provoca diarrea emorragica e una malattia chiamata Sindrome emolitico-uremica (Seu) finora osservata soprattutto nei bambini e negli anziani. Accanto alla gravità di questi effetti, a rendere perplessi gli esperti è il fatto che i casi sono decisamente numerosi rispetto a quelli finora osservati negli ultimi anni. Perplessità aumentata anche dalle caratteristiche decisamente inconsuete con cui le infezioni si stanno manifestando.
Ad esempio, di solito la tossina killer colpisce preferibilmente bambini e anziani, ma in Germania la maggior parte delle infezioni avviene nelle donne adulte. Al momento, osservano gli Ecdc, «c'è una distribuzione molto atipica per età e sesso». Nell'87% dei casi sono stati colpiti degli adulti, il 68% dei quali sono donne.
Poichè molte delle persone colpite avevano visitato il Nord del Paese, soprattutto la zona attorno ad Amburgo, è qui che si stanno concentrando le indagini alla ricerca delle cause. I principali sospetti si accentrano su verdure crude. Le ricerche finora condotte dall'istituto Robert Koch di Amburgo indicano una relazione tra la malattia e il consumo di pomodori crudi, cetrioli freschi e insalata a foglia larga. Le raccomandazioni per la popolazione fanno perciò appello all'igiene e invitano a consumare queste verdure crude solo dopo un lavaggio accurato.
Finora l'attenzione si era accentrata esclusivamente sui cetrioli perchè la tossina killer era stata isolata, il 26 maggio scorso, in due campioni di cetrioli di provenienza spagnola. Tuttavia, concludono gli esperti, la causa precisa dell'infezione è tutt'altro che chiara e «resta da identificare».