Bce all'Italia: "Rispettare il patto di stabilità"

All’indomani dell’azione coordinata condotta con le altre
banche centrali per fronteggiare la crisi finanziaria, la Bce mette in guardia i Paesi Ue sulle ripercussioni che potrà avere la recessione economica: "E' stato raggiunto un livello straordinario. La ripresa forse nel 2009"

Bruxelles - "Data la persistenza incertezza economica è essenziale che i governi rispettino i dettami del Patto di stabilità e crescita e assicurino la sostenibilità delle finanze pubbliche". È il monito lanciato dalla Bce all’indomani dell’azione coordinata condotta con le altre banche centrali per fronteggiare la crisi finanziaria. E avverte: "Le prospettive economiche sono soggette a maggiori rischi al ribasso. La ripresa potrebbe arrivare nel 2009".

Stretta sui conti pubblici Nell’attuale congiuntura "meno favorevole", sottolinea la banca centrale europea, "i conti pubblici di alcuni paesi stanno peggiorando nuovamente. In termini di rispetto del Patto da parte dei singoli paesi, il quadro si presenta significativamente eterogeneo". In molti paesi, spiega ancora l’istituto di Francoforte, "è necessaria un’ulteriore azione di risanamento mirata a raggiungere gli obiettivi di bilancio di medio termine. In prospettiva, occorrono strategie di bilancio prudenti e orientate alla stabilità che - tenendo cono degli insegnamenti tratti dall’esperienza degli ultimi dieci anni - garantiscano finanze pubbliche sostenibili nel lungo periodo e contribuiscano all’aumento dell’occupazione alla crescita di lungo periodo". Il rispetto del Patto, spiega la Bce, "è più semplice quando le condizioni macroeconomiche sono favorevoli e diventa molto più difficile nel caso opposto. Dati i rischi di peggioramento della situazione congiunturale è probabile che il Patto rivisto venga messo alla prova: vari stati membri non hanno compiuto adeguati sforzi per migliorare il saldo strutturale durante l’ultima fase congiunturale favorevole e alcuni non hanno creato margini di sicurezza sufficienti a garantire che il disavanzo non violi il limite del 3 per cento del Pil. La mancanza di questi margini riflette, almeno in parte, l’assenza della volontà politica di rispettare gli obblighi di bilancio imposti a livello europeo. È fondamentale - sottolinea ancora l’Eurotower - che tutti i paesi dell’Ue si impegnino a rispettare le regole e le procedure del Patto, sostenendone così la credibilità". Pertanto, è la conclusione della banca centrale europea, "l’impegno a risanare i conti pubblici dovrebbe basarsi su provvedimenti ben specificati, da attuare preferibilmente nelle fasi iniziali del periodo di programmazione, e dovrebbe essere sorretto da un rigoroso controllo ex post della spesa".

Crisi sottovalutata La Banca centrale europea "ritiene che le prospettive economiche siano soggette a maggiori rischi al ribasso, connessi principalmente a uno scenario di perduranti tensioni nei mercati finanziari con ricadute sull’economia reale più negative di quanto previsto al momento", continua la Bce nel bollettino mensile di ottobre. "Ulteriori rischi al ribasso - aggiunge l’Eurotower - sono associati a possibili nuovi incrementi dei prezzi, fortemente variabili, dei prodotti energetici e alimentari, nonchè all’eventualità di andamenti disordinati legati agli squilibri mondiali e di crescenti spinte protezionistiche". "Con il recente aumento delle turbolenze nei mercati finanziari l’incertezza ha raggiunto un livello «straordinariamente elevato", che "rende difficile una valutazione dele prospettive economiche di breve-medio termine". La Bce nel bollettino mensile evidenzia che il calo dei prezzi del petrolio e la crescita delle economie emergenti "potrebbero sostenere una graduale ripresa nel corso del 2009". Un mese fa la Bce, pur rilevando rischi al ribasso per la crescita, diceva di attendersi che alla fase attuale di debolezza "faccia seguito una graduale ripresa".

Calano i rischi sui prezzi Con l’indebolimento della domanda nell’Eurozona, "i rischi per la stabilità dei prezzi sono in qualche misura diminuiti ma non sono venuti meno". La Bce sottolineache il livello dell’inflazione "è tuttora preoccupante" e che il tasso sui dodici mesi "dovrebbe mantenersi ben al di sopra del livello coerente con la stabilità dei prezzi per un certo periodo". Una graduale moderazione è - appunto - prevista "nel corso del 2009". Il consiglio ribadisce di essere determinato ad assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo e di voler continuare a seugire con molta attenzione tutti gli sviluppi nel prossimo periodo.