Bce: "Pil peggio di stime Una ripresa dal 2010"

La Banca centrale europea annuncia: le previsioni degli esperti vedono il pil 2009 in zona euro al -3,4%. Crescita piatta nel 2010. Poi l'avvertimenti ai governi: "Puntare sul risanamento dei conti pubblici"

Roma - Il pil 2009 sarà peggio del previsto. Ma dla 2010 dovrebbe farsi largo una ripresa graduale. "L’economia mondiale, inclusa quella dell’area dell’euro, permane in forte rallentamento, con la prospettiva di un continuo marcato ristagno della domanda sia interna sia esterna nel 2009 e si una sua graduale ripresa nel corso del 2010". È questo il quadro delineato dalla Bce nel suo bollettino mensile. Per l’Eurotower gli utili dati economici e i risultati delle ultime indagini congiunturali "forniscono incerti segnali di stabilizzazione su livelli molto contenuti, dopo un primo trimestre nettamente più negativo delle attese". La Banca centrale europea prevede dunque "alcuni andamenti avversi che verosimilmente si concretizzeranno nei prossimi mesi, tra i quali l’ulteriore deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro".

Il pil in discesa Si riducono ulteriormente le aspettative di crescita di Eurolandia per il 2009 mentre la ripresa del pil è attesa solo per il 2010. Secondo le previsioni della Survey of professional forecasters (Spf) per il secondo trimestre del 2009 il pil dell’Eurozona si contrarrà del 3,4% quest’anno per segnare un +0,2% nel 2010. Questo rappresenta un "nuovo e significativo ridimensionamento, di 1,7 punti percentuali" delle valutazioni degli analisti sulla crescita per il 2009 rispetto all’ultima indagine, viene sottolineato. Anche le aspettative di crescita per il 2010 sono state corrette al ribasso, di 0,4 punti percentuali, e si collocano allo 0,2%.

Risanamento È "indispensabile" che i Paesi europei assumano "un impegno risoluto e credibile a compiere un percorso di risanamento per il ripristino di solide finanze pubbliche, nel pieno rispetto del Patto di stabilità e crescita". Lo indica la Bce nel Bollettino di maggio, aggiungendo che la credibilità degli impegni di risanamento risulterà rafforzata "se questi saranno inquadrati nel contesto di politiche nazionali orientate al medio termine".