Beghetto e il Grifone, più ombre che luci

Quasi trentaquattro primavere sul groppone, settantasette gol tra i professionisti, i primi capelli persi, una laurea in Scienze Politiche. Di tempo ne è passato parecchio da quando un giovanissimo Luigi Beghetto, allora poco più che ventitreenne, venne acquistato dal Genoa di Aldo Spinelli per affiancare nel reparto offensivo il veterano Marco Nappi e il belga Michael Goossens. Era la stagione 1996-97 - quella di Ravenna, per intenderci - e «Gigi», promettente prima punta di Bassano del Grappa, cercava conferme a buoni livelli dopo un'annata piuttosto positiva alla Fidelis Andria.
Ad onor del vero, con Attilio Perotti in panchina, Beghetto riuscì a ritagliarsi uno spazio pressoché esiguo. Da oggetto misterioso, Goossens si rivelò infatti un attaccante completo, rapido e potente, capace di andare in gol in ben 12 occasioni; «Nippo» Nappi, invece, non segnò con la stessa costanza del bomber vallone - solo 5 i centri a fine anno - ma garantì, più che altro nel girone d'andata, la solita verve ed il solito entusiasmo trascinante. Preceduto nelle gerarchie del tecnico dai due titolari, Beghetto ebbe quindi poche possibilità per mettersi in mostra: quasi sempre subentrato a partita in corso, il centravanti veneto inserì il proprio nome nei tabellini e negli almanacchi, aprendo le marcature nel 3-3 esterno contro il Torino. Era l'8 dicembre del '96. Quasi un mese dopo, il 12 gennaio '97, al «Castellani» di Empoli, da poco subentrato a Bortolazzi, Gigi pareggiò la rete toscana di Cappellini ad una decina di minuti dal termine dell'incontro, conclusosi, però, con la vittoria azzurra firmata in extremis da Carmine Esposito. Due gol, poi il buio.
Il presidente Spinelli, deluso dal magro bottino del bomber di scorta e dal pacco «stars and stripes» Roy Lassiter - acquistato ad ottobre dai Tampa Bay e ben presto rispedito al mittente - si cautelò in avanti con l'ingaggio dalla Salernitana del navigato Giovanni Pisano. Il centravanti di Siracusa, con una media di 0,5 reti a partita, trascinò i rossoblù nel girone di ritorno, fino a condurli, in coppia con il sempre più convincente Goossens, ad un passo dalla promozione. Purtroppo - è risaputo -, a fine stagione, non fu Serie A e la rabbia mista a delusione fu per tutti enorme. Stesso amaro epilogo per Gigi Beghetto - 24 presenze e 6 centri nell'altalenante Treviso 2006-07 -, il quale, anche per via di una serie di problemi fisici, in quello iellato Grifone racimolò il misero bottino di 16 apparizioni (di cui pochissime per intero) condite da due gol, prima di partire alla volta di Pescara e non fare più ritorno.