«La bella stagione quest’anno durerà 3 settimane»

Per i meteorologi il tempo sarà molto variabile, con poche ondate di caldo e molti temporali. Il clima migliore a fine luglio e nei primi di agosto. La primavera 2008 tra le più piovose degli ultimi 200 anni

Rassegniamoci. L’ombrello sarà l’accessorio principe delle nostre vacanze. L’estate sarà variabilissima, con ondate di caldo (poche) e rovesci temporaleschi (molti) che salveranno solo le ultime due settimane di luglio e la prima di agosto. Per il resto, il clima non concederà tregua e chi resterà in città a mezz’agosto non sentirà troppa nostalgia del mare.
Non è una buona notizia, ma tant’è. Al cielo non si comanda e dopo la siccità del 2007 ci ricorderemo la pioggia a catenelle della primavera 2008. Che vanta già un record assoluto. È stata infatti una delle più piovose degli ultimi duecento anni con il 35 per cento di precipitazioni in più rispetto alla media del periodo 1961–1990. Ancora un primato. Secondo i dati preliminari dell'Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr), la primavera 2008 si posiziona al diciottesimo posto tra quelle più piovose e al diciassettesimo posto tra quelle più fredde a partire dal 1800, anno in cui sono cominciate le rilevazioni. Del resto, nel mese di maggio, a Nord ovest è piovuto il doppio di quanto mediamente accade da trent’anni a questa parte: 250-300 millimetri contro i 150 degli anni scorsi. Mentre in aprile, nella sola Lombardia è caduto il 50% di acqua in più rispetto ai valori normali. Ma il conteggio non è finito. Fino allo scadere della primavera sono previste pochissime schiarite alternate al maltempo diffuso.
Insomma, la pioggia ci perseguiterà ancora per una decina di giorni. E poi? Guido Guidi, maggiore del Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare, ammette che tra gli esperti non c’è una linea di pensiero uniforme poiché i dati sono difficilmente leggibili. «Una cosa però possiamo affermare con sicurezza – premette –: le cosiddette ondate di calore non ci saranno, poiché non avremo temperature elevate per periodi molto lunghi». Niente grande afa, dunque? «Il caldo ci sarà, ma per brevi periodi, tre-quattro giorni al massimo, dove si potranno raggiungere anche i 35 gradi. Dopo la calura, però, lo stato di variabilità provocherà precipitazioni brevi ma intense che abbasseranno le temperature». Notizie che suonano come un toccasana per anziani, come una speranza contro il rischio incendi, ma come una seccatura per chi sperava di passare le due canoniche settimane di ferie con il solleone.
Ma questo non significa che dovremo rispolverare i giacconi. «Non ci sarà freddo - rassicura - ma assisteremo a una variabilità diffusa», precisa Guidi che poi azzarda a una spiegazione. «Questa situazione potrebbe essere riconducibile al comportamento delle acque di superficie dell’oceano Pacifico, l’area liquida più estesa del pianeta che registra una temperatura più fredda rispetto agli anni scorsi». Il climatologo Guido Visconti guarda invece alla situazione del nord Atlantico. «C’è una differenza di pressione tra le Azzorre e la zona dell’Islanda, ed è l'oscillazione del nord atlantico che modula il tempo – spiega -. Attualmente la pressione delle Azzorre è più bassa del normale e questa situazione favorisce la variabilità».