«Belle donne alle feste ma dov’è lo scandalo? Ora basta storiacce»

Roma«Le do una notizia: il Tg4 da stasera (ieri ndr.) esce di scena».
Be’ questo è uno scoop: in che senso esce di scena?
«Annuncio che il mio telegiornale non si occuperà mai più di queste storiacce».
Ma il diritto di cronaca?
«Ma cos’è questa? Cronaca? È soltanto un’aggressione indecente. Io non ne parlerò più».
Lei no ma gli altri?
«Gli altri avrebbero dovuto sentire la telefonata che ho appena ricevuto».
Telefonata? Racconti tutto.
«Mi ha appena chiamato una persona disperata, che piangeva a dirotto».
Chi?
«Non glielo dico. Le dico soltanto che è una persona che da giorni viene tempestata di telefonate dai giornalisti scatenati perché racconti, dica, riveli chissà cosa. Non vive più».
Giornalisti di che testata?
«No, non le voglio dire nemmeno questo. Certo, l’esercito dei colleghi sguinzagliati su questo fronte dovrebbe meditare».
Su cosa?
«La persona che s’è sfogata con me era più che scossa. Era letteralmente in crisi, affranta, angosciata. Mi chiedo: e se dovesse avvenire una tragedia?».
S’è sorpassato il limite?
«Abbondantemente. E poi mi faccio un’altra domanda».
Prego.
«Ma tutti questi “segugi” che scavano, scavano, scavano alla perenne ricerca del torbido... Siamo sicuri che abbiano tutti la coscienza a posto?».
Chi è senza peccato scagli la prima pietra?
«Altra metafora: hanno tutti gli armadi senza scheletri? Non credo proprio. Li vogliamo aprire?».
Ha mai partecipato a qualche festa a palazzo Grazioli?
«Purtroppo no. Le confesso che ho fifa degli aerei e volo mal volentieri».
Conosce l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini?
«L’ho conosciuto, l’avrò visto un paio di volte. Forse al Billionaire».
E Barbara Montereale?
«Barbara chi?».
Come Barbara chi... Quella che racconta delle serate a palazzo Grazioli?.
«Mai sentita».
Ma c’è uno scatto dove voi due siete insieme.
«Ma lo sa quante persone chiedono di farsi fotografare col volto noto?».
Patrizia D’Addario?
«Ma chi? Quella che si presenta con il registratore o il microfono nascosto?».
Proprio lei.
«E dovremmo credere a una così? Mi chiedo piuttosto chi c’è dietro».
S’è dato una risposta?
«No e non m’interessa. La risposta l’avremo tra poco, alle elezioni: si vedrà che l’opinione pubblica non crede a tutte queste storie».
Qualcuno dell’opposizione dice: contro Berlusconi c’è un complotto, sì, ma ordito da qualche fedelissimo. Possibile?
«È una voce. Preferisco fare l’eco di Calderoli: “Non ci sarà alcun golpe, difenderemo la democrazia”».
Ma le serate a via dell’Umiltà?
«Saranno come quelle a villa Certosa cui invece ho avuto l’onore di partecipare».
E?
«L’ultima volta, qualche mese fa: 25 persone, tutte placé, buona musica e, a gentile richiesta, canzoni del repertorio Berlusconi-Apicella. Che scandalo eh? Ma la vera domanda è un’altra».
Quale?
«Come è possibile che questo paparazzo, Zappadu, da quando al governo c’era Prodi abbia potuto spiare per così tanto tempo il privato del Cavaliere?».
Già: come ha fatto?
«Una volta Berlusconi dal terrazzo di villa Certosa mi disse: “Ecco, la vedi quella pilotina con a bordo due carabinieri? La mia privacy è tutelata da loro”».
Un po’ poco. Lei è un assiduo frequentatore di villa Certosa: cosa succede lì?
«Io ho visto esponenti della grande finanza, parlamentari, ministri. Da lì sono passati capi di Stato, capi di governo».
... e belle donne.
«Anche, e allora? Continuo a non capire dove sia l’indecenza o l’oscenità».