Benedetto XVI attacca gli scienziati: a volte sono mossi da facili guadagni

Il Pontefice all'offensiva contro la scienza: &quot;Non è in grado di elaborare principi etici. Gli scienzati troppo spesso vogliono sostiturisi a Dio. Questa <em>hybris</em> è pericolosa per l'umanità&quot;

Città del Vaticano - Fede contro ragione. "La scienza non è in grado di elaborare principi etici" dice Benedetto XVI, ricevendo in udienza i partecipanti ad un convegno sull’enciclica "Fides e Ratio". Poi il Pontefice accusa direttamente gli scienzati, denunciando i rischi in cui cadono quando vogliono "sostiuirsi a Dio o perseguono un facile guadagno" senza rispettare la dignità umana. "Il facile guadagno o, peggio ancora, l’arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante".

Tracontanza scientifica "È questa una forma di hybris della ragione, che può assumere caratteristiche pericolose per la stessa umanità". Ciò, precisa il Papa, "non significa affatto limitare la ricerca scientifica o impedire alla tecnica di produrre strumenti di sviluppo", ma "mantenere vigile il senso di responsabilità che la ragione e la fede possiedono nei confronti della scienza, perché permanga nel solo del suo servizio all’uomo".

Senza principi etici "La scienza - prosegue Ratzinger - può solo accogliere i principi etici e riconoscerli come necessari per debellare le sue eventuali patologie". In questo contesto "la filosofia e la teologia diventano degli aiuti indispensabili con cui occorre confrontarsi per evitare che la scienza proceda da sola in un sentiero tortuoso e non privo di rischi. Ciò non significa affatto - osserva - limitare la ricerca scientifica o impedire alla tecnica di produrre strumenti di sviluppo: consiste piuttosto nel mantenere vigile il senso di responsabilità che la ragione e la fede possiedono nei confronti della scienza, perché permanga nel solco del suo servizio dell’uomo".