Benefattori chicNemici degli animali

Paris Hilton ordina un filetto da 80 dollari per un randagio. Un gesto che danneggia le lotte di chi li difende

Ci sono molti adagi che si attagliano ai rappresentanti del jet set. «Il troppo stroppia» è sicuramente uno di questi e Paris Hilton lo incarna come raramente può fare qualunque altra star. La ricca ereditiera americana è apparsa nel Guinness World Records del 2007, come «celebrità più sopravvalutata», mentre in alcuni sondaggi dell'Associated Press è stata votata come «peggior celebrità nel ruolo di modella del 2006» e ancora, le critiche sarcastiche affermano che è il classico esempio di persona «famosa per essere famosa».

Negli ultimi tempi la Hilton si sta proponendo ai media come paladina degli animali. Riesce a essere sopra le righe anche in questo, procurando danni alla causa degli animalisti seri ed equilibrati che lottano in tutto il mondo affinché i nostri fratelli minori possano avere i loro sacrosanti diritti a quel benessere che l’uomo, troppo spesso arrogante e protervo, vorrebbe solo per sé.

Come al solito è un piccolo episodio di cronaca, fatta rimbalzare dalla cassa di risonanza dei media vicini alla star, che fa discutere. La modella newyorkese era in vacanza a Bali, quando, racconta lei stessa su Twitter: «Ho visto quel cane così triste e così ho dato disposizione agli chef di cuocergli un filetto. Quando ha ricevuto la bistecca nel piatto, il povero cane, ha mostrato di gradirla molto». Verrebbe da scrivere «Ma va…?». In sostanza la Hilton ha visto un cane affamato e lei, che si stava gustando una ricca e raffinata cena, ha pensato di compiere un gesto apparentemente umanitario. Comprare 80 dollari di filetto e farlo cucinare espressamente per il cane, il quale, guarda un po', si è leccato i baffi per quell’inattesa leccornia. La bionda star è rimasta talmente sconvolta alla vista di un cane affamato, che ha deciso di partecipare a una campagna per aiutare i randagi a quattro zampe. Si vede che negli appartamenti e nei quartieri che frequenta, di cani randagi e affamati ne girano pochi. Se è rimasta sconvolta dalla vista di un cane affamato sulla spiaggia di Bali non oso pensare a cosa potrebbe accadere, nella sua fragile scatola cranica, se dovesse passare qualche ora sulla spiaggia di Fregene o di Mergellina.

È «importante» -ha detto la modella alla stampa- «portare all'attenzione della gente la consapevolezza di ciò che è sbagliato nel mondo. Sto usando la mia voce per parlare al posto di questi animali, loro non possono farlo. Il trattamento crudele riservato spesso a questi cani randagi mi ha sconvolto così tanto che non riesco a dormire».

Non riusciva a dormire neanche quando, qualche estate fa, smarrì Tinkerbell, il suo Chihuahua «da borsetta». In poche ore Los Angeles fu ricoperta di manifesti che promettevano una mancia da nababbi a chi dava sue notizie. Si scoprì poi che lo aveva dimenticato a casa dei nonni e la scrittrice Lai Ubberud, avanzò l’ipotesi che Paris l'avesse fatto apposta per attirare l'attenzione dei media in un momento un po' offuscato della sua vita. Tinkerbell, povero cane, continua a essere «vestito» con lo stile degli abiti di Paris e si dice che a stento riesca a camminare fuori da quella borsetta che è diventata una moda (con minuscoli Chihuahua all'interno) per star bisognose tanto di psicoterapeuta quanto di palcoscenico.

La storia fa un po' il pari con quella di David e Victoria Beckham che hanno lanciato la moda dei maialini che «non crescono» acquistandone due per 1400 sterline. Naturalmente, come per ogni moda, sono spuntati come funghi i fraudolenti venditori di maialini nani. Poi, la gente si trova con un Landrace di 100 chili sul balcone. Penso a quel povero cane sull’isola di Bali. Quando l'aereo di Paris si alzerà in volo si leccherà i baffi inutilmente, alla ricerca di un filetto forse sognato.

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