Dal benzinaio che ruba la «verde» al muratore che viaggia in Ferrari

Da mesi vendeva litri di benzina taroccati, poco lontano dalla caserma della Guardia di Finanza e nei giorni scorsi il furbetto è stato «beccato» dalla Guardia di Finanza. È andata male al gestore delle 14 pompe, che è stato denunciato per frode in commercio ed uso di strumenti alterati. La benzina verde «rubata», oltre 2200 litri, è stata sequestrata negli stessi serbatoi dell'impianto di Sampierdarena «starato al ribasso». Tuttavia, il risultato del blitz contro il carovita, è stato l'unico fra i cinquanta controlli alle pompe di benzina nel genovese, che sono regolari.
Ieri il comandante regionale, generale di divisione Flavio Zanini, insieme a quello provinciale, generale di brigata Antonino Maggiore, ha presentato il bilancio delle operazioni realizzate nei primi mesi del 2012.
A Genova aumentano le denunce per bancarotta fraudolenta che da 8 del 2011 sono schizzate addirittura a 72. Sono aumentati anche i sequestri preventivi dei conti correnti «nascosti» nelle banche dagli evasori, passati a 6,5 milioni di euro. Controlli a tappeto pure per i professionisti, tra i quali si sono scoperti redditi non dichiarati per quasi 4 milioni e violazioni all'IVA per quasi un milione di euro. Tra i casi più eclatanti, quello di un avvocato (300mila euro) e di un architetto (500mila euro), entrambi chiavaresi, che avevano dichiarato meno della metà dei guadagni. Sempre a Chiavari, c'era anche un grosso imprenditore edile (188 dipendenti) che viaggiava sulla Ferrari, ma evadeva le tasse. Il capo-boss della famiglia meridionale, aveva ottenuto sub appalti pubblici e privati e la moglie si autofatturava importi per lavori inesistenti. Tutti e sei i componenti della «The Family» (ma il calabro-genovese-chiavarese ex leghista Francesco Belsito stavolta non c'entra) devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, mentre altre sei persone legate all'azienda edile sono state denunciate per vari reati di natura fiscale. Complessivamente, avrebbero evaso oltre 25 milioni di euro.
A livello regionale, gli uomini del generale Zanini hanno eseguito 1367 «interventi ispettivi» che hanno consentito di proporre recuperi, ai fini delle imposte dirette, per oltre 214 milioni di euro, constatare la sottrazione all'erario di circa 30 milioni e denunciare all'Autorità Giudiziaria 140 persone. Riguardo al sommerso, sono stati individuati 134 evasori totali e 16 paratotali, che hanno nascosto redditi per circa 176 milioni di euro e commesso violazioni in materia dell'IVA per oltre 18 milioni. La provincia in cui si evade di più ovvero dove prosperano più «furbetti» è quella dell'ex ministro Claudio Scajola: Imperia (45%), Savona (44%), Genova (33%), La Spezia (28%). In materia di scontrini e ricevute fiscali sono stati eseguiti 8428 controlli a commercianti, di cui 2223 sono risultati irregolari (26%). Se nell’area di Napoli soltanto un commerciante su quattro (in alcune zone cinque) rilascia lo scontrino, in Liguria risulta esattamente l'inverso. In tal senso, i finanzieri hanno intensificato i controlli su agriturismo, bed and breakfast, centri benessere e resort.
Continua pure la lotta ai «parassiti» di Stato, che usufruiscono di erogazioni comunitarie e finanziamenti pubblici. Finora le denunce sono state 27 e i recuperi ammontano a quasi tre milioni di euro. Tra i finti poveri che godevano degli assegni sociali o di prestazioni sociali agevolate (contributi del Comune, mense scolastiche, borse di studio, tasse universitarie) ne sono stati scovati ben 68. Sette vecchietti genovesi, per esempio, si facevano versare indebitamente la pensione sociale di seicento euro su un conto italiano, anche se non ne avevano diritto perché beatamente residenti all'estero. Otto commercianti di motoveicoli per usufruire degli incentivi, avevano falsificato, in 423 casi, i contratti di vendita ed i certificati di rottamazione di quelli dismessi, facendoli apparire conclusi precedentemente alla data del 31 dicembre 2009. L'importo delle agevolazioni indebitamente percepite ammonta ad oltre 210mila euro.