Berlusconi: "Il 25 aprile sarò in piazza anch'io"

Il premier scioglie le riserve. Sabato scenderà in piazza per commemorare la festa di Liberazione. Dovrebbe partecipare alla commemorazione a Roma: Altare della Patria e cimitero alleato di Nettuno. Franceschini: "Meglio tardi che mai". Referendum: con tutta probabilità si voteràil21 giugno

Roma - In piazza ci sarà. Dopo 14 anni di "assenza" dalle manifestazioni ufficiali in memoria della Liberazione. "Ho preso la decisione di celebrare il 25 aprile, anche se dove sarò lo comunicherò più avanti. Credo che ci sia bisogno di dire qualcosa, perché di questa festa non se ne appropri soltanto una parte". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando la sede del Pdl di via dell’Umiltà.

Il programma Secondo quanto risulta, il premier dovrebbe restare a Roma, dunque non prenderà parte al corteo di Milano al quale era stato invitato a partecipare dal segretario del Pd. Berlusconi dovrebbe recarsi invece in mattinata all’Altare della Patria per deporre una corona di fiori assieme alle alte cariche dello Stato. Per il resto della giornata l’agenda è, come si dice, "in progress". Se al vaglio, tra l’altro, c’è un omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine, sul tavolo dell’entourage del presidente del Consiglio potrebbe prendere corpo l’ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno. Visita che sarebbe in linea con le parole pronunciate oggi dal premier. La visita al cimitero Usa potrebbe essere un segnale affinché la Liberazione non abbia solo la connotazione "di parte" che, secondo Berlusconi, ha caratterizzato la festa negli anni, ma sia anche un tributo ai "liberatori" americani che più volte Berlusconi ha ringraziato "per aver restituito la libertà e la democrazia al nostro Paese".

Franceschini: "Meglio tardi che mai" "Come italiano e segretario del Pd sono soddisfatto che il presidente del Consiglio abbia accolto la mia proposta" di partecipare alle manifestazioni per il 25 aprile. "Mi viene da dire, meglio tardi che mai". Così Dario Franceschini, nella conferenza stampa al termine della direzione, commenta l’annuncio del premier. "Ha avuto in tutti questi anni 14 possibilità di esserci e invece - ricorda Franceschini - ha sempre scelto di non esserci. È importante che questa volta abbia detto di si". In particolare, Franceschini sottolinea che "il 25 aprile per tanto tempo è stato un momento unificante e un valore di condivisione e andarci significa condividere l’antifascismo, la resistenza e i valori costituzionali".

Cento: "Il governo stia a casa" "Dopo le parole del ministro della difesa La Russa ogni ambiguità, compresa la proposta di Franceschini di invitare il presidente del Consiglio Berlusconi a Milano, deve cadere. Il governo stia a casa: non partecipi in modo ipocrita alle manifestazioni per la Liberazione". Lo ha dichiarato Paolo Cento, di Sinistra e Libertà. "Il 25 aprile - ha concluso Cento - non è vero che è per tutti: lo festeggino solamente coloro che danno valore alla resistenza senza se e senza ma come atto straordinario contro il fascismo".