Berlusconi: classi ponte utili per l'integrazione Pd all'attacco: "Rifiutiamo ogni discriminazione"

Il premier difende la riforma Gelmini e le innovazioni del governo sulla scuola: "Vogliamo assicurare un nuovo welfare all'infanzia". Sui bimbi rom: "Le impronte servono per combattere il degrado in cui vivono". E Fini invita a rivedere i criteri per la cittadinanza: "Deve essere un’adesione ai valori"

Roma - Discriminazione? Niente affatto. Anzi, ponte verso l'integrazione. "Non credo che ci sia nessuna discriminazione, ma che sia una cosa logica e doverosa a vantaggio dei bambini e delle maestre. Se le maestre nella loro classe hanno quattro o cinque bambini stranieri che non capiscono l’italiano, va a danno di tutti gli alunni". Così Berlusconi torna sul tema delle "classi ponte", difendendo quella che ritiene essere una scelta di "buon senso".

Decreto Gelmini travisato Il premier Berlusconi torna a difendere il decreto Gelmini spiegando che "l’insufficiente conoscenza della lingua italiana fa si che l’insufficienza dei bambini stranieri sia tripla rispetto a quella italiana". da qui l'idea di Palazzo Chigi di seguire l’esempio di altri Paesi e "fare non classi separate, ma tese all’insegnamento dell’italiano". "Il contenuto è stato travisato, è stata ribaltata la realtà - ha continuato il premier - non c’è stata nessuna riduzione di spesa né alcun lincenziamento". Si decide soltanto di tornare "al maestro unico liberando un altro maestro che resterà a fare l’insegnante e che si dedicherà a tempo pieno". Inoltre si è varata "la riforma del grembiulino" in quanto c’erano alcuni bambini che andavano a scuola vestendo in modo elegante "con vestiti Dolce & Gabbana e c’era un confronto sfavorevole. C’è da vergognarsi a chiamare il provvedimento come una riforma, è stata soltanto una innovazione da buon padre di governo". Il Cavaliere, dunque, spiega che questo esecutivo sta cercando di "assicurare un nuovo Welfare all’infanzia".

Le impronte ai bimbi rom L'opposizione ha cercato di far passare il governo come razzista attaccando a testa bassa la decisione di prendere le impronte digitali ai bambini rom. Il premier Berlusconi ribadisce che non è stata "una misura di natura repressiva" né si è trattato di una "schedatura", "come ha voluto far credere l’opposizione", ma è stata "una misura di protezione civile" tesa a "dare ai bambini la loro identità" e toglierli da un "ambiente desolante" dove "sono circondati dai topi" e "si lascia l’immondizia tra le tende". Le misure del governo, ha puntualizzato il premier nel corso di un intervento ad un convegno sulla "Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza", presso la Camera dei deputati, sono state elogiate dall’Europa "dopo una campagna di disinformazione orchestrata dall’opposizione".

L'esultanza del Carroccio Apprezzamento da parte della Lega Nord per le dichiarazioni del premier sulla scuola e in particolare sulle classi ponte. "Ci riteniamo soddisfatti - spiega Irene Aderenti, senatrice del Carroccio e componente della commissione istruzione di Palazzo Madama - su quanto affermato oggi dal presidente Berlusconi in merito alla delicata questione di come accogliere nelle nostre scuole i bambini stranieri che non conoscono l’italiano". "La Lega - sottolinea Aderenti - ha difeso strenuamente la mozione Cota che peraltro è stata adeguatamente sostenuta anche da molti deputati della Pdl. Nello stesso tempo mi sono battuta strenuamente per difendere l’omologo disegno di legge, già depositato in Senato nel quale viene delineata e concretizzata proprio l’iniziativa prevista dalla mozione". Un disegno di legge, prosegue l’esponente del Carroccio, che "va nella direzione di altri paesi europei ma con l’unico scopo di dare un aiuto a tutti quei bambini che, a causa dell’insufficiente conoscenza della lingua italiana, non riescono a frequentare con ottimi risultati l’intero percorso scolastico. Una nazione che si ritiene civile deve dare le stesse opportunità a tutti i minori, tenendo conto però dei bisogni di partenza e delle problematiche che hanno all’inizio. È risolvendo queste - conclude Aderenti - che si ottiene un reale diritto allo studio per tutti".

Garavaglia: "E' una discriminazione" La senatrice Mariapia Garavaglia, ministro dell’Istruzione del governo, ribadisce "fermamente nella necessità di rafforzare, ovunque nel mondo, il grado di alfabetizzazione e di accrescimento scolastico, in quanto strumenti indispensabili per aiutare la crescita e il progresso". "Solo così si valorizza la dignità dei bambini, in nome di diritti fondamentali che hanno al primo posto il rifiuto di ogni esclusione e discriminazione ai danni dei più piccoli", continua la Garavaglia credendo che "per i bambini non sia in nessun modo educativo vedere il proprio vicino di banco sottoposto a un trattamento discriminatorio che lo potrebbe segnare per sempre". E conclude chiedendo "il rispetto e l’applicazione delle metodologie didattiche già esistenti" che favoriscono i"l recupero da parte di tutti quegli studenti che presentano un ritardo nel loro percorso di crescita culturale ed educativa".

Il diritto alla cittadinanza Secondo il numero uno di Montecitorio, Gianfranco Fini, "il Parlamento dovrebbe discutere sull’opportunità di rivedere i meccanismi di acquisizione della cittadinanzà". Per il presidente della Camera il meccanismo non dovrebbe essere un mero decorso del tempo, ma un’adesione ai valori". E sull’infanzia dice che il governo ha il dovere di contrastare "le ignobili pratiche dello sfruttamento e del maltrattamento" contro i minori che, ancora oggi continuano ad essere diffuse nel mondo. "E l’Italia non fa purtroppo eccezione", ha concluso Fini invitando le istituzioni dello Stato a "non abbassare la guardia".