Berlusconi: "Decisione giusta, affronterà il processo da uomo libero"

La Camera ha detto no all'arresto di Cosentino tra la gioia dei deputati Pdl. Casini: "Errore politico, ma il voto e legittimo". Diliberto: "Vicenda nauseabonda". E Di Pietro se la prende con Napolitano

La Camera ha detto no all'arresto di Nicola Cosentino. Quando Gianfranco Fini ha letto l'esito del voto, i deputati del Pdl sono corsi a congratularsi con il coordinatore campano. Alfonso Papa, augurandosi che quello di oggi "costituisca un passaggio utile affinchè il nostro Paese possa essere più garantista", lo ha abbracciato a lungo. L'unico a non alzarsi è stato Silvio Berlusconi, secondo cui però quella espressa dal Parlamento "è una decisione giusta, in linea con la Costituzione".

Per il Cavaliere ora Cosentino potrà affrontare il processo "da uomo libero come è giusto che sia". Nella Costituzione, prosegue Berlusconi, "nessuno solo in casi eccezionali può essere arrestato e tenuto in carcere prima di essere processato".

Delusione tra i banchi dell'opposizione, nonostante ci si aspettasse un voto simile dopo il dietrofront della Lega. Per il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini "è un errore politico, ma ovviamente è legittimo". Pierluigi Bersani, invece, accusa proprio il Carroccio di aver favorito il no per questioni politiche: "Chiedere alla Lega. Adesso la Lega lo spiegherà", sostiene il segretario Pd, mentre il presidente del suo partito fa notare come oltre al "nodo politico" rappresentato dal Senatùr, ci sia un "nodino" dei radicali, determinanti per il voto. Eppure Berlusconi ha ribadito di non aver avuto bisogno di convincere il Carroccio: "Non ho chiamato Bossi per convincerlo, le cose erano di per sé convincenti. La teoria dell'esistenza del fumus persecutionis era fondata".

Si dice invece "nauseato" il segretario di PdCI, Oliviero Diliberto: "Con questo Parlamento ogni cosa torna sempre al suo posto. Il no della Camera all’arresto di Cosentino conferma che prima si va al voto e meglio è per tutti i cittadini onesti. Questa è, infatti, l’ultima nauseabonda vicenda di una catena di situazioni goffe, imbarazzanti e tristi che, disprezzando il principio dell’uguaglianza davanti alla legge, allargano il fossato tra cittadini e politica. Della serie: al peggio non c'è mai fine...".

Antonio Di Pietro, invece, se la prende addirittura con Giorgio Napolitano: "In democrazia nessuno è esente da critiche, neanche il capo dello Stato. Questo governo l’ha voluto lui, questa maggioranza l’ha voluta lui: ma il capo dello Stato intende difendere la magistratura o no?". Secondo il leader dell’Idv, oggi a Montecitorio si è assistito a un "mercato del voto" che ha garantito l’impunità a Cosentino: "Questo è un Parlamento che non è in grado di rispettare le leggi e la Costituzione, non c’è più titolo morale, etico, politico per cui ogni parlamentare di questo Parlamento resti al proprio posto: prima si va alle elezioni e meglio è".