Berlusconi: "Kakà resta Ha firmato con il cuore"

Il papà-agente incontra prima Galliani e poi gli sceicchi. Ma alla fine vince l’affetto. Il premier in diretta televisiva: &quot;I soldi non sono tutto, Ricky ha firmato con il cuore&quot;. Il giocatore rivela: <strong><a href="/a.pic1?ID=322301" target="_blank">&quot;Ho pregato prima di scegliere&quot;
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Di storico, alla fine, è rimasto il gran rifiuto. Kakà ha detto no, ai soldi dello sceicco e al Manchester City. E il Milan, pazzo di gioia ha colto al volo l'occasione per riaccoglierlo in casa e trasformarlo nel simbolo di un altro calcio. Ha vinto anche l'amore folle ed educato dei tifosi: da sabato sera l'hanno assediato di cori e di striscioni, di affetto e di lettere struggenti. Riccardino Kakà, che non è un mercenario qualsiasi, che ha dei valori, che è uno che prega, s'è lasciato vincere dall'amore del suo popolo. E a nottefonda, prima di parlare ai microfoni con milanchannel, si è affacciato al balcone della sua casa: c'erano i tifosi sotto la pioggia che cantavano, lui li ha salutati e li ha ringraziati lanciando loro una maglia col numero 22. L'annuncio è toccato a Silvio Berlusconi, il presidente, intervenuto prima al processo di Biscardi e poi alle altre televisioni. È stato lui, il presidente, a tagliare il nodo dopo aver saputo da Galliani della risposta di Kakà davanti ai soldi dello sceicco. La frase di Oristano, sabato mattina, «speriamo resti» può così diventare il manifesto del nuovo Milan di Silvio Berlusconi.

E il presidente è entusiasta quando prende la linea. «Kakà è e resta del Milan, per lui i soldi non sono tutto», queste le parole a caldo. E ancora: «L’abbiamo lasciato libero di decidere, ci siamo messi nelle sue mani, non potevamo pensare che un ragazzo restasse qui controvoglia impedendogli di andare a guadagnare molto di più. Ma lui ha dato la preferenza al cuore e ha detto che preferisce restare al Milan e che non chiederà aumenti salariali nei prossimi anni». Quindi Berlusconi ha ricordato un precedente: «Come per Shevchenko non è che puoi imporre a qualcuno di restare... dopo un po' potrebbe non essere contento, non si vincola una carriera davanti a un’offerta strepitosa». Poi ha svelato il suo jolly, che in fondo è lo stesso brasiliano: «Ma io sapevo che Kakà aveva una grande voglia di restare al Milan e ha detto che i soldi non sono importanti. È un ragazzo super, veramente straordinario, e questo fa bene a tutti, è un esempio per chi crede nell'amicizia, nella bandiera, e che non vuole cambiare soltanto per i soldi. Evviva Kakà... sono felice, mi sono tolto un gran peso dallo stomaco, abbiamo un grande calciatore e un grande uomo».

Il ribaltone è avvenuto dopo le 22 e 30. Al tavolo della trattativa il papà di Kakà, l’ingegner Bosco, il rappresentante dello sceicco e Adriano Galliani, vice presidente esecutivo. Ma i protagonisti assoluti restano Berlusconi e il giocatore: «Il Milan aveva detto a Kakà di riflettere sull’offerta ricevuta perché non potevamo rilanciare, però lo avevamo lasciato libero di prendere conoscenza della proposta del City. E lui non l’ha neppure presa in considerazione, ha scelto noi, perché si sente completamente rossonero... Ha sentito l’affetto dei tifosi e io sono un tifoso felicissimo... E poi lui è un ragazzo dalla faccia stupenda, è un ragazzo di forte spiritualità e questo ha contribuito. La vittoria è sua che ha resistito alle offerte... Ma mi ci sono messo anch’io, perché per noi è un onore avere un ragazzo straordinario come lui». Sollevatissimo anche e soprattutto Ancelotti: «È come se mi fosse passato sopra un tir: mi sono rialzato e non ho nemmeno un graffio».

Il colpo a sorpresa è figlio della complessa trattativa di ieri scandita da tre incontri. Il primo si è svolto nel luogo sacro per i milanisti della prima ora: villa San Martino dove Berlusconi e Galliani hanno fatto il punto sulla vicenda. Poi l’ad è partito da Arcore per una destinazione rimasta segreta per tutto il giorno. E qui è cominciato il secondo, decisivo colloquio, tra il vice-presidente del Milan e papà Bosco, il procuratore di Kakà oltre che l’amministratore di tutti i suoi beni. Il chiarimento, a tutto campo, con Galliani è cominciato e si è concluso in un paio di ore con due promesse solenni: 1) qualunque decisione alla fine sarà raggiunta, verrà presa di comune accordo tra il Milan e Kakà; 2) non c’è stata e non ci sarà mai alcuna richiesta suppletiva al Milan per restare in rossonero e onorare il contratto che è in scadenza nell’estate del 2013. Il terzo atto è seguito a strettissimo giro, appena sono sbarcati a Milano gli inviati del City che hanno potuto così parlare, per la prima volta, con l’agente del brasiliano e sottoporre le cifre autentiche dello stipendio, oltre che i progetti dello sceicco e quelli tecnici legati alla squadra ora affidata alle cure di Mark Hughes. Ma in fondo Kakà aveva già deciso e il cuore batteva forte. Solo per il Milan.