Berlusconi prima alla Knesset poi da Abu Mazen "Israele ha decisa volontà di negoziati di pace"

Storico discorso del premier italiano alla Knesset: "La sicurezza di Israele nei suoi confini e il suo diritto di esistere
come Stato
sono un imperativo morale. Giusta la risposta militare su Gaza". Poi a Betlemme incontra il leader dell'Anp e lo esorta a un accordo con Gerusalemme

Gerusalemme - E' stato un discorso improntato sull'amicizia. Con parole che hanno sottolineato, senza alcuna esitazione, la stima e l'ammirazione per Israele, "vera democrazia, il cui posto è nell'Unione europea". Nel suo discorso alla Knesset - il parlamento italiano - Berlusconi ha ribadito pieno appoggio a Gerusalemme contro la minaccia nucleare iraniana. E' stato interrotto dodici volte dagli applausi. E, alla fine, si sono alzati tutti in piedi per applaudirlo. Ma la giornata di Berlusconi non è finita lì. C'era ancora un passo da compiere. Un passo importante. L'incontro con Abu Mazen, leader dell'Anp. Il premier italiano lo ha esortato ad andare avanti sulla strada della pace, riprendendo i negoziati. 

A Betlemme: Israele vuole i negoziati "Da parte di Israele c’è una "vera, forte e decisa volontà di cominciare negoziati di pace". È il messaggio che Berlusconi ha portato a Betlemme dopo i colloqui avuti in Israele. "Ho avuto modo di incontrare i dirigenti di Israele e con il loro accordo mi sono permesso di venire qui a rappresentarvi, quasi fotograficamente, la loro vera, forte, decisa volontà di cominciare i negoziati di pace".

L'appello ad Abu Mazen Berlusconi esorta il leader dell'Anp a raggiungere con gli israeliani un accordo che gli pare "conveniente per il suo popolo" e, solamente dopo, a renderlo pubblico. È un vero e proprio consiglio quello del premier italiano. A chi gli chiedeva se l’Italia ritenesse giusta la creazione di un stato palestinese entro i confini del ’67, Berlusconi ha risposto infatti: "È un’ipotesi positiva e concretamente accettabile. Ma io credo che sia male per tutti noi entrare nell’ambito di possibili accordi prima di averli raggiunti".

Il muro? Non l'ho visto Era intento a studiare i suoi appunti e a "riordinare in testa le idee" in vista dell’incontro con il presidente dell’Anp. E così, dalla sua auto, non ha notato il muro costruito da Israele in Cisgiordania al confine con i territori. Berlusconi si è giustificato così, al termine dell’incontro con Abu Mazen, rispondendo ad una domanda su quale effetto gli avesse fatto vedere il muro voluto da Israele. "Non me ne sono accorto - ha detto - in quanto stavo prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente. So di deluderla - si è rivolto Berlusconi al giornalista che gli aveva posto la domanda - e me ne scuso".

Storico discorso alla Knesset Accolto dal picchetto d'onore schierato sotto gli arazzi di Marc Chagall, il premier Berlusconi è arrivato alla Knesset, il parlamento israeliano, dove ha tenuto un discorso solenne. Un onore che prima d'ora non aveva avuto nessun presidente del Consiglio italiano. Il premier è stato accolto dal presidente Rivlin ed ha scritto una dedica sul libro delle presenze. "Sono onorato, il mio paese - recita il testo - è onorato di essere qui e di parlare in questo parlamento che è il simbolo stesso della democrazia".

Netanyahu: ha conquistato il nostro cuore "Un leader coraggioso, che ha l’appoggio del popolo ebraico". Così Netanyahu ha definito Berlusconi presentandolo davanti alla Knesset. "Hai conquistato il cuore del nostro popolo - ha continuato Netanyahu - ti stimiamo, ti abbracciamo, ti vogliamo bene, benvenuto a Gerusalemme". 

Il ricordo di mamma Rosa Netanyahu ha ricordato mamma Rosa e Berlusconi, commosso, lo ha ringraziato. Il premier israeliano ha infatti ricordato quando la madre del Cavaliere, scomparsa circa due anni fa, salvò la vita di una donna ebrea. "Voglio condividere con te e con membri del parlamento una storia particolare, la storia di una signora italiana che durante la Seconda guerra mondiale in treno, mentre andava al lavoro, ha visto un poliziotto tedesco che ha fermato e arrestato una ragazza ebrea. La signora italiana, che era incinta di otto mesi, si è messa tra il poliziotto tedesco e la ragazza ebrea e gli ha detto mi puoi ammazzare, ma guarda i visi delle persone che viaggiano sul treno e io ti prometto che non ti lasceranno uscire di qui vivò. Questa signora coraggiosa si chiamava Rosa e uno dei suoi figli si chiama Silvio Berlusconi".

Berlusconi: grande onore per l'Italia "È per me un grande onore, è un grande onore per l’Italia, parlare in questa nobile assemblea che è il simbolo stesso dei valori democratici su cui si fonda il vostro Paese". Queste le prime parole di Berlusconi nel suo discorso alla Knesset. "Questo parlamento rappresenta la più straordinaria vicenda del Novecento. Questo parlamento testimonia la nascita nel 1948 di uno Stato Ebraico, libero e democratico che raccolse finalmente, dopo l'orrenda esperienza della Shoah, cittadini del mondo che parlavano tutte le lingue e che accorsero da ogni angolo del mondo. Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell’ideale sionista". 

Il vostro diritto di esistere "Oggi la sicurezza di Israele nei suoi confini e il suo diritto di esistere come Stato ebraico sono per noi una scelta etica e un imperativo morale contro ogni ritorno dell’antisemitismo e del negazionismo e contro la perdita di memoria dell’Occidente. La nostra amicizia per Israele è franca, aperta e reciproca, non è solo vicinanza verbale, non è solo diplomazia, è un moto dell’anima e viene dal cuore".

Due Stati, due popoli L’azione italiana in Medio Oriente "è stata sempre indirizzata verso la soluzione che prevede due Stati, quello ebraico di Israele e quello palestinese, che vivano in pace e in sicurezza l’uno accanto all’altro". "Oggi - ha sottolineato Berlusconi - questa soluzione, due Stati, due popoli, appare condivisa, oltre che da voi e dalla leadership palestinese, anche dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dai più importanti partner del mondo arabo. E devo dare atto al primo ministro Netanyahu - ha detto ancora ancora il premier - del coraggio con cui ha deciso di seguire, spiegandone le ragioni al suo popolo, tale strada". 

Sfida terrorismo riguarda tutti noi Dopo l’11 settembre "noi italiani siamo stati consapevoli fin dal primo momento che la sfida del terrorismo era rivolta non soltanto contro gli Stati Uniti e contro Israele, ma contro tutti i Paesi democratici dell’Occidente e contro gli stessi Paesi arabi moderati". "Da allora - ha proseguito il premier - abbiamo fatto la nostra parte, dall’Irak all’Afganistan, dalla Bosnia al Libano, per combattere il terrorismo e favorire la pace. Con i nostri soldati e le nostre missioni di pace, abbiamo contribuito a rendere il mondo più sicuro e più giusto, pagando un alto tributo di vite umane".

Abu Mazen torni al negoziato L’Italia spera che in Medio Oriente ci sia "una svolta" che consenta di mettere da parte "per sempre la cultura della violenza, che induca il popolo palestinese a guardare con fiducia al suo futuro e al rapporto con lo Stato ebraico come a un’opportunità per il proprio sviluppo e non come a un impedimento da superare". Il premier italiano ha dunque rivolto un appello al leader dell’Anp, Abu Mazen, che vedrà più tardi. "Oggi - ha detto - mi rivolgerò, con un appello che viene dal cuore, al presidente Abbas affinché torni al tavolo del negoziato e consegni alla storia un accordo per la pace e lo sviluppo economico del suo popolo, della sua terra, dando vita così a quello Stato Palestinese che la comunità internazionale attende". Ma Berlusconi si rivolge anche al "caro amico primo ministro Netanyahu, per chiedergli di confermare, con coraggio, le sue proposte e le sue offerte per far ripartire il dialogo, tenendo conto degli auspici e degli incoraggiamenti dei paesi amici di Israele, come l’Italia, o gli Stati Uniti, e di tutti i partner europei. Noi preghiamo e pregheremo affinché questa speranza possa realizzarsi".  

Giusta riposta su Gaza "Sono fiero di ricordare in questa solenne occasione che l’Italia seppe reagire con un grande Israel Day di solidarietà e di amore quando le bombe umane seminavano morte ad Haifa, a Tel Aviv, a Gerusalemme sui vostri autobus, nei vostri luoghi di ritrovo, nelle vostre feste nuziali, nelle vostre cerimonie religiose".  "Il nostro paese aggiunge il presidente del Consiglio - si oppose al rapporto Goldstone dell’Onu perché Israele dispiegò una giusta reazione ai missili di Hamas da Gaza".