Berlusconi mette i "paletti" a Monti:"No a patrimoniale e legge elettorale"

Berlusconi non ha nessuna intenzione di ritirarsi dalla scena politica e anzi è pronto alla campagna elettorale: "Nessuno può immaginare che io possa lasciare il paese in mano a questa sinistra. Sono a disposizione del mio partito". Il Cavaliere assicura che la riforma della giustizia, rallentata da Fli che ha "occupato la Commissione giustizia", andrà avanti. E promette: "Riprenderò la presidenza del Milan"

"Nessuno può immaginare che io possa lasciare il Paese, le mie aziende e i cittadini nelle mani di una sinistra che tenta di occultare la tragedia del Comunismo e che, anzi, è ancora ispirata in tutte le sue azioni dall’ideologia comunista. Sono a disposizione del mio partito". Silvio Berlusconi non ha nessuna intenzione di ritirarsi dalla scena politica. Anche se tornerà a fare il presidente del Milan, l'ex premier è anzi pronto a "una campagna elettorale straordinaria": "Siamo ancora un partito di governo", ha detto il Cavaliere che ha sottolineato come l'alleanza con la Lega non sia finita a livello locale, "siamo il partito dei moderati e dei democratici, degli italiani onesti". Un partito, il premier ne è convinto, che "in questo lasso di tempo che ci separa dalla elezioni" è in grado di "recuperare quei consensi che non sono andati ad altri partiti, ma che aumentano il numero degli indecisi".

Il Pdl, inoltre, ha ribadito il suo no a tutto ciò che non riguardi le misure economiche, come la legge elettorale, e soprattutto a una patrimoniale che "è un'imposta negativa e invece che verso lo sviluppo, porterebbe le famiglie italiane verso l'impoverimento".

Alla presentazione del libro di Angelino Alfano La mafia uccide d'estate, il Cavaliere torna ad attaccare la magistratura: "C’è un’emergenza nel nostro paese. Si tratta dell’esondazione della magistratura dal suo alveo che ha inquinato e inquina la vita democratica del nostro paese: se una legge non piace a Magistratura democratica e l’Anm, la fa impugnare dai pm e una legge va sotto l’attenzione della Corte costituzionale. Che, per vicende storiche di tre presidenti della Repubblica appartenenti alla stessa area, ha 11 membri di un’area e quattro di un’altra".

Questo anche perché il governo precedente non è riuscito a portare a termine la riforma della giustizia nonostante si trattasse di una "esigenza nostra e del Paese".

La responsabilità di un tale ritardo è stata soprattutto "della posizione di Fli e di Gianfranco Fini che hanno occupato la Commissione Giustizia della Camera e ci hanno impedito di fare la riforma". Nonostante questo la riforno è ancora alla Camera dei deputati "e abbiamo intenzione di lavorarci ancora fino alla fine della legislatura". Quello della giustizia è un tema caro al Pdl, così come quello delle intercettazioni, come ricorda l'ex premier: "Sono l’uomo più intercettato del pianeta: ho fatto fare una ricerca da un privato su un unico telefonino ed è risultato che era intercettato da sette fonti diverse".

La politica italiana è però entrata, secondo il Cavaliere in un "vicolo cieco" da cui è possibile uscire soltanto con le riforme costituzionali. "Se non cambiamo dal profondo la nostra architettura istituzionale, non usciremo mai dal vicolo cieco in cui ci troviamo: "Se una forza politica non riesce a ottenere il 51% dei suffragi, presentandosi con un programma nitido e ottenendo questa maggioranza in Parlamento: non c’è governo che possa pensare di intervenire per cambiare le leggi e il Paese. Non diventeremo mai un Paese giusto e moderno in grado di competere con gli altri Paesi se non avremo la possibilità di cambiare l’architettura costituzionale".

Berlusconi ha inoltre ribadito come il leader del centrodestra possa ora diventare proprio il segretario del Pdl, Angelino Alfano: "Tra tutte le persone con cui ho avuto di lavorare, è la persona con cui mi sento più vicino. Ha doti umane inarrivabili, è trasparente, leale, intelligente, determinato e mette entusiasmo nelle cose che fa e nel perseguire il bene del Paese", ha concluso il Cavaliere lanciando ancora una volta il suo pupillo verso le primarie.