Berlusconi nell’Inferno del liceo King

Paola Castellazzo

Da Dante a Berlusconi in pochi minuti, o meglio in poche battute, attraverso un salto temporale di alcuni secoli in un gioco di satira e fantasia che funziona sempre. Dal passato al presente quindi attraverso una visione polemica della politica che non muore mai, dove, al grande poeta Virgilio si sostituiscono, a seconda del momento e dei tempi, gli attori, i poeti e gli scrittori di turno. Fin qui tutto normale, o quasi. Se non fosse infatti che all'inferno Berlusconi c'è finito in una scuola genovese, il liceo scientifico Martin Luther King di Sturla, durante un ciclo di quattro conferenze sulla Divina Commedia.
Immaginate la scena, l'autore, Roberto Piumini, presenta il suo libro, che nasce dal finto ritrovamento di un manoscritto dantesco, e davanti a una piccola folla di insegnanti, genitori e allievi inizia a leggere il primo canto dell'inferno parlando, guarda caso, di chi fa le leggi per proteggere se stesso, ovvero Berlusconi. Inutile negare il parallelismo perché l'argomento, già tanto dibattuto in televisioni e giornali, non è assolutamente originale e l'interpretazione è inevitabile.
Così come sono inevitabili le reazioni di alcuni genitori e insegnanti che contestano la politicizzazione dell'incontro che avrebbe dovuto, e probabilmente voluto, essere didattico.
Difficile dar loro torto visto che tra i tanti personaggi che hanno ispirato questa Divina Commedia dei giorni nostri, alcuni anche del centrosinistra, la scelta è caduta proprio sull'attuale Presidente del Consiglio.
La lettura politica è inevitabile, quindi, come ha confermato lo stesso Preside dell'Istituto, Renato Delle Piane, che resosi conto della situazione ha «indirizzato l'autore su brani e pagine che toccassero altri argomenti, dove non ci fosse politica».
Erano tanti i personaggi bersagliati da Piumini infatti, da Vanna Marchi, per le sue vicende giudiziarie ad Anna Maria Franzoni, per l'omicidio del piccolo Samuele e per la sua eccessiva presenza in televisione, per arrivare poi al trio comico Lopez, Solenghi e Marchesini. In Paradiso invece sono andati Aldo, Giovanni e Giacomo, Benigni e tanti altri personaggi noti.
Ma, il ma resta inevitabilmente, la scelta del personaggio, in un’aula scolastica non è stata delle migliori, come invece, assicura il Preside, voleva essere la scelta del libro e dell'autore: «Abbiamo organizzato un ciclo di conferenze su Dante a cui hanno partecipato personaggi noti della cultura come Sanguineti, e, in questo contesto, più istituzionale, abbiamo pensato di affiancare la presentazione di un libro che facesse vedere ai ragazzi il gioco sempre valido della Divina Commedia, la sua modernità. Piumini è uno scrittore per ragazzi molto conosciuto che presenta Dante in chiave moderna, con personaggi contemporanei e come da moderno rifà il verso a Dante. Comunque al di là dell'episodio "politico" il resto della conferenza è stata portata in direzione della narrativa e gli studenti hanno partecipato con molto interesse a come si costruisce la poesia, al confronto tra poeta e bambino, tra poeta e follia. Un interesse che non hanno invece dimostrato nei confronti della politica».
Forse perché di questo tipo di satira sono stufi persino i giovani che, stanchi di essere riconosciuti come contestatori, sono stati solo, si fa per dire, studenti.