Berlusconi: "Nuovo partito? Fantasie"

Smentita la notizia che attribuiva all’ex premier l’intenzione di
dar vita a un’altra formazione politica. <strong><a href="/a.pic1?ID=200275">Le reazioni di An e Udc</a><a href="/a.pic1?ID=200275"></a></strong>

Roma - «Fantasie ferragostane, mi tengo stretta Forza Italia». Silvio Berlusconi smentisce in modo secco le indiscrezioni pubblicate sulla Stampa a proposito della sua idea di costruire una nuova forza politica da chiamare il «Partito della libertà» (Pdl).
Il quotidiano piemontese, infatti, ieri apriva la prima pagina con un virgolettato attribuito al Cavaliere: «Fondo un nuovo partito», elencando di seguito anche i nomi dei vertici: lo stesso Berlusconi come presidente, Michela Vittoria Brambilla come segretario. Un progetto il cui obiettivo, sempre secondo il quotidiano diretto da Giulio Anselmi, sarebbe quello «di rimettere in piedi l’Italia», unificando «tutti i moderati oggi divisi tra Udc, An, Lega e Forza Italia». Come? «Partendo dalla base» attraverso i 5mila circoli che fanno capo proprio alla Brambilla. L'annuncio della costituzione del Pdl sarebbe dovuta avvenire venerdì prossimo a una manifestazione a Courmayeur.
Una notizia davvero grossa, da molti però percepita come la «classica bufala estiva». E per tanti altri comunque fastidiosa, tanto da provocare le reazioni, le smentite e le repliche alle smentite. A cominciare dal presidente di Forza Italia, il quale attraverso il suo portavoce Paolo Bonaiuti ha subito precisato: «Leggo sulla Stampa di stamani (ieri per chi legge, ndr) una fantasia di Ferragosto, costruita di sana pianta». Tanto per cominciare, «non sarò il 24 agosto a Courmayeur per fondare un nuovo partito». E, per continuare, «Forza Italia è il partito che ho l'orgoglio di aver fondato nel 1994» e che resta il baluardo della libertà e della democrazia nel nostro Paese. «Un baluardo - sottolinea il Cavaliere - che ritengo insostituibile». E ha concluso: «Mi auguro che la scarsità di notizie in questo periodo, con molti italiani in ferie, non induca altri giornali a dedicarsi a queste sfrenate fantasie».
Lo stesso Bonaiuti, poco dopo, in un’intervista televisiva smentiva quanto riportato dalla Stampa: «L’obiettivo futuro del Paese è di avere dalla parte del centrodestra un grande partito delle libertà. Ma dire che lui (Silvio Berlusconi, ndr) andrà fra tre giorni a Courmayeur a fondare questo partito, quando c’è Forza Italia che è al centro di tutto lo schieramento e che secondo tutti i sondaggi, garantisce oltre il 30%, dal 32 al 33%... ». Quindi il portavoce del Cavaliere ha aggiunto: «C’è un terzo degli elettori che ritiene Forza Italia un baluardo insostituibile della libertà e della democrazia».
La smentita del Cavaliere fa il giro di tutte le redazioni arrivando anche alla direzione del quotidiano piemontese, la quale decide di replicare: nessun dietrofront, anzi si conferma quanto scritto, aggiungendo anche che «l’intenzione di trasformare i Circoli della libertà in un vero e proprio partito è stata più volte espressa dall’ex premier nelle ultime settimane a numerosi autorevoli interlocutori, i quali lo ribadiscono».
Lo «scoop rivelazione» dell’edizione domenicale della Stampa, oltre alle indiscrezioni sulla chiacchierata Cavaliere-Galliani (quest’ultimo ha smentito: «Abbiamo parlato solo di calcio»), è corredato da un’intervista alla Brambilla, dove nero su bianco si riporta il suo fermo pensiero: «Il Partito della libertà c’è già: si deve soltanto dargli la veste formale», spiega la presidente dei Circoli della libertà, aggiungendo anche che il nuovo partito serve per «rispondere alla crisi della politica» e «colmare la grande frattura nata tra Paese e politica, tra cittadini e istituzioni».
Secondo Michela Brambilla, oggi a Courmayeur per la prima edizione del premio Inno alla Vita, in questo momento serve «andare oltre la Cdl in nome di valori come libertà e democrazia, senza scendere in parole d’ordine demagogiche e per fare le riforme che servono al Paese». E aggiunge: «Dobbiamo riunificare le forze di centro, di destra e, perché no, di sinistra partendo dai fondamentali per ridare governabilità a questo Paese». Secondo la Brambilla inoltre ci sono parecchie differenze rispetto al 1994, (anno in cui Berlusconi scese in campo): il vento dell’antipolitica che soffia oggi è diverso da quello del 1994, perché «oggi c’è maggiore consapevolezza tra i cittadini».