Berlusconi rilancia: "Niente legge su Salò"

Dopo le parole di Onna, nuovo passo avanti del premier verso la
pacificazione. Sui riconoscimenti agli ex Rsi: "Non conoscevamo la
proposta, sarà ritirata". E all’opposizione: "Insieme possiamo fare
cose importanti"

Milano - «Spero che questo clima di consenso continui per fare insieme cose importanti». Silvio Berlusconi arriva al Salone del Mobile rassicurato dalla lettura dei giornali, dai commenti positivi al suo discorso di commemorazione del 25 aprile e al suo invito a trasformare la giornata in Festa della Libertà. E lancia una proposta per andare oltre nella «pacificazione», che passa dalla ricostruzione dell’Abruzzo travolto dalle scosse: «Il terremoto sia il banco di prova per iniziare a fare cose insieme con l’opposizione». Insomma, se si potrà lavorare in accordo sulle emergenze nazionali, a partire dall’Abruzzo, sarà possibile anche progettare modifiche comuni alla Costituzione.

Come ulteriore gesto concreto di disponibilità, Berlusconi garantisce che sarà ritirato il disegno di legge sull’Ordine del tricolore, che propone appunto un’onorificenza per dare «pari dignità» a tutti coloro che hanno partecipato alla Seconda guerra mondiale, inclusi partigiani, deportati e combattenti della Repubblica di Salò. «Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge, che sarà certamente ritirato» dice il premier.

Il testo, che propone di onorare coloro che sono rimasti schierati con il fascismo durante la guerra per la liberazione del Paese, è stato criticato dai partigiani dell’Anpi e da Dario Franceschini, nonostante tra i firmatari ci fossero anche esponenti del Pd. Ieri ha preso le distanze anche il capigruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, insieme al vicecapogruppo Italo Bocchino: «Il governo Berlusconi non c’entra niente con questa proposta di legge e neanche il gruppo parlamentare del Pdl perché è un’iniziativa parlamentare individuale che nasce come iniziativa bipartisan». Tra l’altro, il primo firmatario è il socialista Lucio Barani.

La decisione del premier di bloccare il disegno di legge è in sintonia con le parole pronunciate il 25 aprile a Onna, dove Berlusconi ha ricordato che «con rispetto dobbiamo ricordare tutti i caduti, anche quelli che hanno combattuto dalla parte sbagliata» ma che «questo non significa naturalmente neutralità o indifferenza» perché «noi siamo dalla parte di chi ha combattuto per la nostra libertà». Il premier è ottimista: «Mi sembra che si possa pensare davvero a superare il periodo che abbiamo alle spalle e ad andare verso un comune sentimento nazionale, a una nuova stagione di dialogo. Se si ritiene che siano maturi i tempi perché si guardi insieme al passato e si progetti insieme il futuro, questo mi fa molto piacere».

In questo momento è l’Abruzzo a essere al centro dell’attenzione del Paese e sulle molte cose da fare per la ricostruzione Berlusconi auspica che si mantenga il medesimo consenso: «Il clima condiviso può permettere che un grande male diventi un grande bene». Nei progetti a breve ci sono le case per coloro che sono rimasti senza tetto, anche in vista del forum dei Paesi più influenti del mondo che sarà ospitato all’Aquila: «Stiamo lavorando per la costruzione di quattordici complessi immobiliari, abbiamo portato il G8 e soprattutto abbiamo dodici o tredicimila persone di cui occuparci. Non ci deve essere la possibilità che passino l’inverno al freddo». Una soluzione sarebbe certamente agevolata dal clima di consenso tra maggioranza e opposizione.

Nella città dell’Expo Berlusconi sembra escludere che dalla ricostruzione in Abruzzo possano arrivare ripercussioni negative sull’esposizione universale del 2015 e anzi pensa a un eventuale effetto positivo dell’evento milanese sull’economia delle zone colpite dal sisma: «Anche l’Expo può dare un contributo all’Abruzzo, va bene tutto ciò che va nella direzione di supporto».

Il premier ha anche parlato senza troppa preoccupazione della crisi economica: «Ci sono tanti buoni segnali che stanno arrivando e io continuo a essere ottimista come sono sempre stato». Cita anche la grande affluenza di pubblico agli stand del Salone del Mobile come elemento positivo su cui confidare: «Ho sempre detto che l’Italia vive in una situazione che può consentirle di uscire prima e meglio degli altri Paesi europei da questa crisi globale».