Berlusconi: "La sinistra non cambia Noi l'unico governo possibile in Italia"

Al via la kermesse che porterà alla nascita del Pdl. Berlusconi: &quot;Oggi è un grande sogno: nasce un movimento forte&quot;. Poi rivolto a Bossi: &quot;E' l'alleato più fedele&quot;. &quot;Grazie Fini, insieme scriviamo una pagina di storia&quot;. E al Pd: &quot;La sinistra non è mai cambiata, non ha mai chiesto scusa per il comunismo&quot;. Infine agli italiani: &quot;Grazie per questi anni di fiducia&quot;. <a href="/a.pic1?ID=339505" target="_blank"><strong>Reazioni</strong></a>: Franceschini e Casini. <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/pdl.pic1" target="_blank">Guarda la diretta dei lavori</a></strong>

Roma - Suona l’Inno nazionale, subito dopo l’Inno alla gioia cantanto da un coro di 100 persone sul megapalco nell’hangar numero 8 della nuova Fiera di Roma. In sala tutti in piedi a cantare. "La soglia del 40% non è un miracolo. Anzi, i nostri sondaggi ci danno al di sopra largamente e lo vedremo nella prova elettorale di giugno delle europee". Il coordinatore nazionale di Forza Italia, Denis Verdini, lancia con entusiasmo la grande kermesse che, domenica pomeriggio, consacrerà la nascita del nuovo partito unico. "Oggi è un grande sogno: nasce un movimento forte", ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ringraziando "affettuosamente" l'alleato Gianfranco Fini e deprecando duramente il comportamento di una sinistra che "non è mai cambiata".

Berlusconi: "In tanti crediamo negli stessi ideali" Un'emozionata Calabria ha dato la parola al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per il discorso di apertura del congresso del Pdl. Berlusconi è salito sul palco sulle note di Meno male che Silvio c’è e ha risposto al lungo applauso della platea: "Grazie di cuore, inutile dirvi che sono emozionatissimo anch’io". "Chi crede nella libertà non è mai solo", ha spiegato il premier celebrando con tutti i presenti "quello che è un grande sogno, la nascita del pdl che in realtà già esiste". "È un partito forte, il più grande, vincente". Oggi i sondaggi danno il Pdl al 43,2%. Ma Berlusconi non vuole fermarsi qui. Guarda avanti: "Noi intendiamo puntare al 51%, crediamo negli stessi ideali". Gli ingredienti del nuovo partito? Energia positiva e costruttiva. "Siamo il partito degli italiani che amano la libertà e che vogliono restare liberi", ha continuato Berlusconi auspicando, per il futuro, il bipartitismo.

Le parole chiave: popolo e libertà Il discorso di Berlusconi è stato indirizzato al suo popolo. Il popolo della libertà. "Siamo moltissimi a credere negli stessi ideali: nei luoghi dove si lavora, si studia, si produce; al Nord, al centro, al sud e nelle isole; uomini pazienti, umili e fieri, che credono nel futuro, una forza positiva, un’energia costruttiva al servizio del Paese". E ancora: "Siamo il partito degli italiani, degli italiani di buon senso e di buona volontà, che amano la libertà e vogliono restare liberi". "Popolo e libertà, i nomi che sono nel nostro movimento, dicono chi siamo. Dicono che la sovranità appartiene al popolo così come la Carta fondativa dello Stato dice sin dalla prima riga richiamandosi al popolo", ha continuato Berlusconi ricordando la scelta, sancita con la consultazione popolare del 17 e 18 novembre del 2007. E' stato così che Berlusconi ha parlato sia ai presenti sia "a chi, dell’altra parte, si nasconde dietro una strumentale difesa della Costituzione, come se fosse loro esclusiva prerogativa, salvo poi cambiarla in peggio". L’attacco del premier si riferisce alle modifiche della sinistra che "hanno attribuito alle Regioni, e lo stiamo vedendo in questi giorni, poteri importanti togliendone allo Stato che non può più intervenire su settori vitali per il Paese".

Lo Stato non è un Moloch "Lo Stato non è un moloch, non è una divinità", ha tuonato Berlusconi attaccando la sinistra e la sua concezione del potere. "Per loro lo Stato è superiore ai cittadini, lo Stato è autoritario, dirigista, centralista, padrone di ogni uomo, padrone della vita dei cittadini - ha spiegato il premier - per loro sono i cittadini al servizio dello Stato. Ma lo Stato non è un moloch, né una divinità". Lo Stato, ha proseguito Berlusconi, "ha solo le sembianze della divinità. In realtà è potere, è esercizio del potere da parte di una oligarchia che è al governo. per la sinistra lo Stato ci concede graziosamente i diritti, può limitarli e può calpestarli. La sinistra ha aggiornato il vocabolario ma non la concezione del potere. A questa concezione della sinistra noi ci contrapponiamo".

L'omaggio a Tatarella e il ringraziamento a Fini La platea del primo congresso del Pdl tributa un lungo applauso Pinuccio Tatarella, ricordato da Silvio Berlusconi nel suo discorso come "uno dei primi a condividere l’ispirazione di un grande partito dei moderati, di tutti gli italiani che non si riconoscono nella sinistra". Berlusconi non ha, poi, mancato di ringraziare l'alleato Gianfranco Fini, che ha saputo traghettare la destra del Msi in Alleanza nazionale e, quindi, nel Pdl. "Allora - ha raccontato il premier - parlarono di 'sdoganamento', è riduttivo e inaccettabile" perché è un termine che "non si applica alle idee, le idee si applicano da sole". E proprio a Fini, Berlusconi ha tributato un "affettuoso ringraziamento" perché "anteponendo l’interesse del Paese a quello personale ha contribuito a scrivere una grande pagina di storia". Il premier ha, quindi, ricordato le nascite di Forza Italia e Alleanza nazionale, il congresso di Fiuggi che "ha rappresentato una vera e propria rifondazione della destra". Poi ha spiegato il legame tra i partiti di via dell’Umiltà e di via della Scrofa: "Le nostre erano e sono vincenti, Fi e An hanno sempre avuto la disposizione a rappresentare gli interessi del Paese".

Le accuse alla sinistra "I comunisti non hanno mai chiesto scusa". Pur non chiudendo la porta a quella sinistra che, prima o poi, intenda convertirsi in "un partito veramente social-democratico", Berlusconi è tornato a denunciare i legami tra la gran parte della stampa e una di una certa magistratura con la sinistra. Il Cavaliere ha, infatti, ricordato la sua discesa in campo contro una "sinistra uscita quasi indenne dalla tempesta politico-giudiziaria, risparmiata in modo chirurgico dalle inchieste della magistratura militante, che entrò nelle macerie della prima Repubblica come l’Armata rossa a Varsavia e Berlino, dopo aver opportunisticamente atteso alla frontiera". Poi ricordando il cambio di nome del Pdc, il premier ha denunciato: "Non si diventa democratici soltanto sostituendo una parola".

Il bluff di Veltroni Walter Veltroni è stato "un bluff". Sull’ultimo governo di Romano Prodi è meglio "stendere un velo pietoso". Quanto a Dario Franceschini, "ha subito rinnegato quello che era stato il suo segretario per cercare di salvare il salvabile". Ma gli italiani "non hanno gli occhi bendati". "Ci vedono benissimo e sanno che noi andiamo avanti, mentre loro hanno la testa rivolta all’indietro, guardano al passato, continuano nelle loro liti e ad insultarci - ha spiegato Berlusconi - non esiste e non è mai esistita discontinuità nella sinistra e mentre noi andiamo avanti, loro vanno indietro". Per il premier c’è, dunque, davvero poca differenza tra la classe dirigente dei tempi di "Palmiro Togliatti e quella di oggi, al contrario della destra che si rinnova davvero. Siete degli autentici trasformisti". Di Veltroni, però, Berlusconi ha ammesso che lo aveva "illuso, seppure per qualche giorno". Ma, poi, è stata "l’ennesima finzione o almeno un improbabile azzardo". Il Cavaliere era rimasto però imprtessionato dal discorso del Lingotto, dal "profilo riformista del Pd e dalla vocazione maggioritaria". Era l’occasione per "una campagna elettorale finamente civile e poi, dopo la loro prevedibile sconfitta, per avere un’opposizione costruttiva. Noi, dunque, seppure per qualche giorno, l’avevamo preso per buono. Ma anche Veltroni si è subito rivelato un bluff" e il Pd è tornato "all’estremismo giudiziario e al conservatorismo sindacale. Oggi - ha concluso il premier - assistiamo a un segnatorio sconfitto che se ne va e al suo successore, che era stato il suo princiale collaboratore, che subito lo rinnega per salvare il salvabile".

Il ringraziamento agli italiani "Ringrazio gli italiani che mi hanno a lungo rinnovato la loro fiducia". L'ultimo pensiero del presidente del Consiglio è andato agli italiani che, in questi anni, lo hanno sostenuto: "A nessun leader del mondo è stato dato un consenso così lungo da consentirgli di presidere per tre volte il G8". "Noi siamo l’unico governo possibile oggi in Italia - ha dichiarato Berlusconi - il nostro governo e la nostra maggioranza è il luogo dove il massimo del riformismo possibile che si realizza grazie a una solidità senza precedenti". Poi ha avvertito: "Oggi sosteniamo che l’autorità del governo e i tempi brevi di azione devono trovare risposta nelle istituzioni. Rispettiamo la Costituzione e in essa ci riconosciamo, sentiamo il patriottismo della Costituzione ma non fine a se stesso". Infine, il premier ha voluto sottolineare il patriottismo nazionale del Pdl che "celebra la Resistenza e la Repubblica". "Dobbiamo superare quei toni da guerra civile infinita che rimangono ancora in Italia nel linguaggio politico della sinistra", ha continuato Berlusconi ricordando "la soffernza del nostro popolo, che visse in modo più drammatico di altri la seconda guerra mondiale". "Celebriamo la Resistenza e la Repubblica, nella memoria dell’Italia una e indivisa la cui storia viene da molto lontano - ha concluso - questo è il nostro patriottismo della tradizione, il nostro patriottismo della nazione".