Berlusconi va dal notaio per il Pdl

Lo scopo è cautelarsi ed evitare il possibile scippo del logo. <strong><a href="/a.pic1?ID=200435">Il progetto del Pdl divide gli alleati</a></strong>

Roma - Il nome c’era già, Partito delle Libertà (Pdl). E ora ci sarebbe anche un logo del futuro partito del centrodestra. Silvio Berlusconi avrebbe intenzione di registrare entrambi molto presto, tanto che si starebbe già pianificando l’appuntamento dal notaio. È questa la novità della giornata, la seconda passata in totale agitazione da Pdl e a cui, autorevoli esponenti di Fi, aggiungono l’importante dettaglio del notaio. Spiegando che la mossa nasce dall’esigenza di cautelarsi e di evitare ipotesi di «scippo dello stesso logo». Questa notizia, unita a quella altrettanto vera, di una trasformazione dei circoli della libertà di Michela Vittoria Brambilla in una forza elettorale, avrebbe generato l’equivoco sulla nascita di un nuovo partito politico guidato da Silvio Berlusconi e con la stessa Brambilla nelle vesti di segretario.
Si tratterebbe di due processi paralleli, ma ben distinti. Lo stesso Berlusconi più volte ha ribadito che il Partito dei moderati, una forza che unisca sotto un solo simbolo, Forza Italia, An, Udc e tutte le forze del centrodestra resta «il suo sogno politico». A questo punto, la trasformazione dei Circoli della Libertà in una forza elettorale, non è e non sarà un progetto alternativo a Forza Italia. Da autorevoli fonti si sottolinea che Fi «resta il perno della coalizione», che il Partito delle Libertà «è il traguardo per un centrodestra unito» e che i Circoli sono un elemento aggiuntivo, insieme ad altri che provengono dalla società «civile».
Per il partito di Silvio Berlusconi, dunque, un’altra giornata di fibrillazione, a cui però, dopo la «tempesta» domenicale, ora si aggiungono le riflessioni e le analisi. Soprattutto perché, nonostante la smentita ufficiale del Cavaliere («sono solo fantasie di Ferragosto»), e i tentativi di diversi esponenti azzurri di tenere bassi i toni della vicenda, il clima in Fi continua a essere surriscaldato.
Sin dalla mattina le linee telefoniche dei parlamentari di via dell’Umiltà sono roventi alla ricerca di conferme, incontri, pareri, o semplicemente per capire se si tratta «del solito tormentone estivo» e magari di una bufala.
Berlusconi, nella sua villa in Sardegna, nel day after la smentita, sceglie la strada del silenzio, almeno quello pubblico. Racconta qualche suo collaboratore che «il presidente ha passato diverse ore al telefono a parlare con i suoi». Anche perché «il malcontento è generale», sibila un deputato azzurro. È Paolo Bonaiuti, pure lui al centro di numerose telefonate mattutine, che cerca di smorzare il tutto ribadendo quanto affermato dall’ex premier il giorno prima, dunque «nessuna novità». E Fabrizio Cicchitto aggiunge: «A ognuno la sua parte», spiegando che «Fi è un grande partito che ha un radicamento territoriale e parlamentare intorno al 30%. La situazione degli altri partiti della Cdl, nelle sue luci e nelle sue ombre, è nota».
Interviene anche Guido Crosetto, uno degli uomini più vicini al presidente di Fi, che direttamente dalla Sardegna cerca di placare l’agitazione: «Silvio Berlusconi pensa a un nuovo partito almeno da un anno e mezzo. Non capisco tanto stupore alle parole di chi dice che potrebbe nascere un nuovo Partito delle Libertà» spiega il deputato di Fi. Che aggiunge: «Un nuovo partito deve nascere da tutti. Sarebbe assurdo che emergesse da un’imposizione dall’alto. Non lo dico perché sono di Forza Italia, ma perché nel Partito delle Libertà devono confluire varie forze del centrodestra. Devono essere d’accordo in tanti». Nella generale fibrillazione da Pdl c’è stato anche qualche parlamentare azzurro arrivato a Roma per un incontro veloce «tra amici», spiegando che su certe cose «è meglio confrontarsi vis à vis che per telefono». Quello che comunque per molti sembra essere l’elemento disturbante di tutta la vicenda è lei, «la rossa Michela», anche perché, come qualcuno tra i parlamentari di via dell’Umiltà tiene a precisare, «fa rabbia che dopo tanti anni di politica si possa essere bypassati». Osvaldo Napoli, dopo essersi dichiarato «un berlusconiano doc», chiude con una battuta: «Se tutta questa storia alla fine si dovesse rivelare vera, mi chiedo da che parte si candiderà il presidente».