Bernanke mette le ali a Wall Street

Mercati europei ancora travolti dalle vendite sui titoli finanziari mentre le parole del numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, freddo sulle nazionalizzazioni, mettono le ali a Wall Street. A zavorrare i principali indici del Vecchio Continente è stato il comparto assicurativo. Francoforte ha perso l’1%, Londra lo 0,9%, Parigi lo 0,7%. Unica nota positiva è arrivata da Piazza Affari, sostenuta dal rimbalzo di Unicredit e Intesa Sanpaolo.
Il settore assicurativo europeo ha chiuso in profondo rosso aggiornando i minimi storici dopo un calo del -3,4%. In mattinata S&P aveva lanciato l’allarme sul comparto: «La continua debolezza dei mercati finanziari, il rapido deterioramento dell’economia, continuerà a deprimere gli utili e a mettere sotto pressione la solidità dei titoli assicurativi», sostiene l’agenzia che ha messo sotto osservazione diversi big del settore. L’ondata di vendite è aumentata nel pomeriggio. American International Group (Aig), primo assicuratore al mondo, ha perso un quarto del suo valore sulle indiscrezioni secondo cui l’ultimo trimestre della compagnia, salvata dall’intervento dello Stato con due maxi finanziamenti, potrebbe chiudere con una maxi perdita da 60 miliardi di dollari. A farne le spese maggiori in Europa è stata l’olandese Aegon che ha bruciato il 9,4% e la francese Axa (meno 5,5%). In Piazza Affari Generali, al debutto dopo l’annuncio di fusione con Alleanza, ha chiuso in calo dell’1%, mentre la controllata ha guadagnato l’1,5 per cento.
Hanno provato invece a reagire i titoli del settore bancario, sostenuti dalle dichiarazioni del presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, secondo cui, dopo gli ottimi risultati ottenuti sul fronte del debito pubblico, l’Ungheria potrebbe anticipare l’ingresso nell’area euro. Il timore di un crollo delle valute dei Paesi dell’Est Europa nelle ultime settimane aveva travolto i titoli del credito molto esposti nella regione. Immediata la reazione di Deutsche Bank che ha guadagnato il 5,2%, bene anche la francese Société Générale (più 3,4%). A Piazza Affari gli acquisti hanno premiato Unicredit (più 3,5%) che ha riconquistato quota 0,962 euro ma si è comportata meglio Intesa Sanpaolo che è balzata del 6,4% a 1,866 euro. A richiamare gli acquisti hanno contribuito le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, secondo cui «in Italia la nazionalizzazione delle banche non è in nessun modo ipotizzabile perché il sistema è molto solido».
Molto più deciso il tentativo di recupero del settore bancario a Wall Street con Bank of America e Citigroup. Ben Bernanke, numero uno della Fed, durante una conferenza alla Commissione Bancaria del Senato Usa ha chiarito che lo Stato non intende avere il controllo assoluto o di maggioranza nelle banche in difficoltà se non in caso che le loro perdite diventassero «straordinarie». Bernanke ha poi aggiunto di essere aperto alla possibilità di trasformare le azioni privilegiate in mano alla Fed in ordinarie e che la ripresa potrà arrivare nel 2010 solo se sarà raggiunta la stabilità finanziaria. Il mercato ha festeggiato.
Secondo indiscrezioni Citigroup e il dipartimento al Tesoro americano sarebbero comunque vicini a un accordo che darebbe al governo federale il 40% della banca newyorkese.
Il rimbalzo di Wall Street è stato vigoroso il Dow Jones ha chiuso la seduta in rialzo del 3,3% e il Nasdaq del 3,9%. La Borsa americana aveva aperto in positivo per poi annullare i guadagni sulla scia dei pessimi dati macroeconomici. Ma le parole di Bernanke hanno cancellato i brutti segnali che continuano ad arrivare dall’economia reale statunitense.
A febbraio l’indice di fiducia dei consumatori è crollato a 25 punti segnando un nuovo record negativo. Gli analisti si attendevano un dato a 35 punti in leggero calo rispetto ai 37,7 del mese precedente. Pessime indicazioni anche dal settore immobiliare. A dicembre i prezzi delle case monofamiliari sono crollati del 18,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fotografando un mercato ancora in profonda contrazione.