Bertinotti: Kabul, sì al dibattito con il governo Fi: tre domande su cui Prodi non può tacere

Il premier <strong><a href="/a.pic1?ID=169864">si rifiuta di riferire in Parlamento</a></strong>. La Cdl all'attacco. Bertinotti convoca la conferenza dei capigruppo alla Camera: presto dibattito in aula. <a href="/a.pic1?ID=170087"><strong>Berlusconi: non danneggiamo il Paese</strong></a>

Roma - «Il richiamo del presidente Berlusconi al comune senso di responsabilità per non danneggiare il Paese va accolto senza riserve, l'Italia ha già perso la faccia in questa vicenda e non possiamo peggiorare le cose...». L'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu raccoglie così l'invito del leader della Cdl arrivato dopo una giornata di assedio al governo Prodi sulla "crisi Afghanistan". Ma sarà difficile, per Prodi o per D'Alema continuare a tacere al Parlamento sul caso Mastrogiacomo.
E Pisanu affonda proprio su questo punto: "Il governo deve chiarire almeno tre circostanze gravissime e senza precedenti: l'affidamento a trattativa privata della liberazione di Mastrogiacomo; lo scambio dell'ostaggio con 5 terroristi; la sovraesposizione del governo amico dell'Afghanistan e, in particolare, del presidente Karzai. Sono - conclude Pisanu - questioni politiche ineludibili, non solo per l'opposizione, ma anche per la pubblica opinione interna ed internazionale».

Camera, convocati i capigruppo Il pressing della Casa delle libertà, insomma, non si ferma. Tanto che il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha convocato per domani alle 12 la conferenza dei capigruppo: durante la riunione potrebbe esssere affrontata anche la questione del dibattito "sull'affaire Kabul". «Penso che ci orienteremo a favore di un dibattito con la presenza del governo in aula rapidamente», ha spiegato più tardi Bertinotti. «Siccome c'è una richiesta generalizzata dell'opposizione - spiega Bertinotti - se ne dovrà tenere conto e, in ogni caso, prima ancora di questo io penso che le aule parlamentari abbiano sempre tutto da guadagnarci dal massimo di trasparenza e dal dibattito pubblico». Per questo, prosegue Bertinotti, «penso che alla capigruppo di domani prenderemo una decisione, ma tocca ai capigruppo decidere».
E Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha chiesto con una lettera al presidente Franco Marini la convocazione della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per «concordare e calendarizzare una seduta destinata al dibattito parlamentare sulla vicenda Mastrogiacomo, alla presenza del ministro degli Esteri D'Alema».

"Cambiata unilateralmente la condotta sui sequestri" La strategia di Forza Italia sulla delicatissima vicenda afghana è spiegata congiuntamente dal coordinatore nazionale Sandro Bondi e dal suo vice Fabrizio Cicchitto. «Berlusconi ha parlato nella sua qualità di uomo di Stato. Forza Italia si riconosce nelle sue parole e nel suo invito alla coesione nazionale. I problemi sono di ben altro segno e attengono ad una scelta di principio che il governo e lo Stato hanno fatto nel passato fino ad oggi e che hanno cambiato in questa vicenda. Lo Stato, a partire dal rapimento Moro, dopo un dibattito drammatico che divise l'Italia, ha seguito il principio di non eseguire lo scambio fra il rapito e i prigionieri facenti parte di gruppi terroristi». «Per quello che riguarda i rapimenti a scopo politico a livello internazionale, sia il governo Berlusconi, sia per quello che riguarda ciò che ha dichiarato, non smentito, il professor Strada per il rapimento Torsello, hanno fatto di tutto - ricordano i due esponenti azzurri - per salvare le vite delle persone, ricorrendo a molteplici mezzi possibili ma mai a scambi di prigionieri politici. Nel caso del rapimento del giornalista Mastrogiacomo, questo principio non è stato rispettato e ne è seguito un altro di segno opposto, fondato sullo scambio tra il giornalista e ben 5 capi terroristi». «Questo scambio - dicono i rappresentanti di Fi - ha totalmente modificato la teoria e la prassi seguite fin qui da tutti i governi». Poiché il governo Prodi ha «unilateralmente innovato questa strategia ha il dovere di spiegarne le ragioni in Parlamento».

Fassino: bene Berlusconi «La dichiarazione di Berlusconi è positiva» ma sarebbe stato meglio che l'avesse fatta fin da principio. Così il segretario dei Ds, Piero Fassino, a Repubblica Radio commenta le parole distensive del leader della Cdl. «Mi sarei augurato che l'avesse fatta subito, mentre - sottolinea Fassino - ha lasciato che per due giorni, tutti gli esponenti del centrodestra alimentassero una canea inaccettabile e provinciale. Serve maggiore ponderatezza e senso di respoinsabilità». Quanto ai particolari della liberazioni di Daniele Mastrogiacomo, il segretario della Quercia fa notare che «ogni qual volta avviene un rapimento, si entra in una vicenda complessa e difficile. Il governo ha scelto, come si è fatto sempre in precendenza, di non abbandare il rapito al suo destino. Si è ottenuta anche questa volta la liberazione e questo è un grande risultato. Però -aggiunge Fassino- non ci sono mai state le polemiche di questi giorni, perchè gli altri sequestri furono coperti da una riservatezza molto maggiore.

Australia e Nuova Zelanda inviano forze speciali L'Australia sta per inviare di nuovo in Afghanistan unità delle forze speciali, per aiutare nella lotta contro i talebani. Si tratta di 300 commandos, personale della sicurezza e della sorveglianza aerea. L'entità delle forze australiane arriverà a circa 950 entro la metà del 2007, per superare poi i mille effettivi entro metà 2008. Giovedì invece arriverà in Afghanistan un nuovo contingente di soldati neozelandesi: 122 militari dispiegati nella provincia di Bamyan.

Talebani all'offensiva Cinque membri delle forze di sicurezza afgane e cinque ribelli talebani sono morti nel corso di scontri e violenze nel sud dell'Afghanistan, avvenuti anche in quella che era la roccaforte dei talebani, Kandahar. Quattro talebani sono stati uccisi nel corso di due raid aerei contro le loro posizioni nel distretto di Sangin, nel nord della provincia di Helmand. Nella provincia di Zabul, sulla strada che collega Kandahar a Kabul, quattro soldati sono stati uccisi e 19 feriti, di cui due gravemente, nel corso di un attacco dei talebani contro il loro convoglio. Un'imboscata tesa dai talebani ad un veicolo della polizia nella città di Kandahar, ha causato la morte di un poliziotto e di un ribelle. Nel febbraio scorso per la prima volta i talebani hanno compiuto un attacco nel cuore di Kandahar, nei pressi del quartier generale delle forze della Nata, contro un convoglio militare canadese.