Il Bie promuove Milano: "Via libera all'Expo 2015" La Moratti: "E' una goia"

Via libera da Parigi per l’Expo
2015. Il presidente del Bie: "I documenti inviati dall'italia confermano che l’acquisizione
dei siti è sicura". La Moratti: "Siamo molto soddisfatti". Formigoni: "Allineati col sindaco"

Parigi - Via libera da Parigi per l’Expo 2015 di Parigi. L'Ufficio internazionale Expo (Bie) ha autorizzato la registrazione del prossimo evento fieristico internazionale all’Assemblea generale del prossimo novembre. "Siamo tutti molto soddisfatti", hanno detto in coro il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e il governatore lombardo, Roberto Formigoni.

Il via libera del Bie L’Expo va avanti. Mesi e mesi di polemica sono arrivati al termine oggi, quando il Bureau International des Expositions, l’ufficio cioè che si occupa di attribuire e controllare la realizzazione di Expo, ha dato il via libera ai passi fin qui fatti da Milano per il suo evento del 2015. In particolare, sì all’accordo sulle aree raggiunto sul filo di lana giovedì scorso, quando Fondazione Fiera e gruppo Cabassi hanno dato l’assenso alla proposta inviata da Letizia Moratti di un diritto oneroso di superficie sui loro terreni in zona Rho. Il sì del Bie è stato dato oggi ufficialmente in presenza del sindaco Moratti, del presidente della Lombardia Roberto Formigoni, del presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e dell’ad della società Expo Spa Giuseppe Sala.

L'accordo sulle aree L’accordo per le aree su cui è arrivato il sì la settimana scorsa, dopo un lungo braccio di ferro tra le istituzioni, prevede che i terreni vengano concessi con un ’comodato d’usò incondizionato fino al diciottesimo mese dopo il termine dell’evento; i proprietari riavranno poi i terreni, ma dovranno partecipare finanziariamente alle opere di infrastrutturazione e ai costi di urbanizzazione. È in sostanza il massimo di mediazione a cui Provincia, Comune e Regione sono riusciti ad arrivare: la linea è principalmente quella del sindaco di Milano, che voleva appunto il comodato d’uso, ma i "paletti" a questa scelta sono arrivati direttamente dal Pirellone, che ha chiesto un parere legale sulle varie possibilità e ne ha poi fatto avere l’esito ai colleghi di Palazzo Marino e Palazzo Isimbardi.

Tramontata l'ipotesi d'acquisto E' definitivamente tramontata invece l’ipotesi caldeggiata dal presidente della Lombardia Roberto Formigoni, che premeva per acquistare i terreni attraverso una nuova società a capitale pubblico-privato in modo che anche al termine di Expo le aree rimanessero interamente pubbliche; allo stesso modo, non sembra più percorribile nemmeno la strada preferita dal centrosinistra (e non esclusa nemmeno dallo stesso Formigoni) di espropriare i terreni dando un indennizzo ai legittimi proprietari. Con il sì del Bie il capitolo terreni è, con ogni probabilità, definitivamente chiuso. Ora si passa al progetto operativo: già ieri è stata annunciata la pubblicazione di un bando per dieci giovani ingegneri che dovranno occuparsi di organizzare lo spazio espositivo.