"Biglietti e voli gratis così gli ultras ci ricattavano"

Roma - Prima dell'avvento di Claudio Lotito la Lazio era ostaggio degli ultrà? Cedeva ai ricatti per timore di rappresaglie? Regalava ai tifosi biglietti di curva e passaggi aerei per le trasferte? Chiudeva un occhio sui soldi delle coreografie e sul business dei suoi supporter? Dai verbali dell'ex presidente Sergio Cragnotti, di sua figlia Elisabetta (vicepresidente del club) e del nipote Angelo - responsabile del settore stadio e della rivendita dei biglietti - si capisce poco in quanto i primi due negano categoricamente mentre il terzo, stravolgendo un suo precedente interrogatorio, il 25 ottobre 2006 non solo conferma l'ipotesi della procura ma aggiunge dettagli assolutamente inquietanti sui rapporti società-Irriducibili.

LA VERITÀ DI SERGIO Il 14 marzo 2003 Sergio Cragnotti viene interrogato una prima volta dai pm Piro e Cennicola sui suoi rapporti con la tifoseria. «Posso dire che non erano dei migliori, li ho tenuti a distanza e non ho partecipato alle loro attività». Gli Irriducibili «da gruppo sparuto, emarginato dall'associazione» quando conquistano la Curva Nord non riservano un bel trattamento al loro presidente. «Ancora oggi, come in passato, gli striscioni sono contro di me (...)». Minacce ne ha mai ricevute?, chiedono i pm: «Minacce dirette mai, i tifosi sono venuti varie volte sotto casa condizionati dalle radio, hanno distrutto il portone e si sono espressi con scritte contro di noi». Rapporti diretti coi capitifosi? «Sì, con Toffolo, Piscitelli, Alviti. Anche se si presentavano con toni bruschi, si poteva discutere perché si rendevano conto della situazione (...). Quanto alla violenza aumentata sotto la mia presidenza, ho parlato con le forze dell'ordine e ho fatto presente ai capitifosi che la squadra poteva avere dei pregiudizi anche perché le partite erano trasmesse in tv». E il boom commerciale degli ultrà? «I successi della Lazio hanno permesso agli Irriducibili di avere una escalation commerciale a spese della Lazio. Abbiamo valutato se sotto il profilo legale fosse possibile opporci alla registrazione del marchio (Original Fans, ndr) ma non c'erano appigli legali per farlo». Quanto ai biglietti di curva e d'aereo dati agli ultrà, Cragnotti è categorico: «Che io sappia compravano pacchetti di biglietti a prezzo intero, senza omaggi o sconti. Se viaggiassero sull'aereo della società? Non bisogna chiederlo a me». Per concludere l'ex presidente esclude che gli Irriducibili abbiano mai fatto richieste di denaro né che questo sia stato spontaneamente dato per prevenire la violenza. Il 21 novembre 2006 Cragnotti conferma quanto precedentemente affermato e aggiunge: «Mai ho avuto guardie del corpo, mai ho avuto il sentore di correre rischi seri» nemmeno in occasione delle cessioni di Nedved e Nesta. «Biglietti gratuiti venivano dati, quanto poi alle coreografie alcune venivano pagate dalla società in quanto la stessa coreografia rappresentava la squadra, specie nel derby».

TALE PADRE TALE FIGLIA Elisabetta Cragnotti, figlia di Sergio, quale ex vicepresidente della società romana viene ascoltata due volte dai magistrati (il 23 aprile 2003 e il 22 maggio 2005) e una dai legali degli ultrà arrestati (25 ottobre 2006). Le dichiarazioni ricalcano quelle del papà, con qualche timido distinguo: nessuna minaccia, nessuna richiesta di denaro, niente ricatti. «Ho intrattenuto rapporti di collaborazione con i capi ultrà. Se avevano bisogno di qualcosa, per quello che era possibile, gli venivo incontro». La crescita economica degli Irriducibili, Elisabetta la fa risalire all'ascesa di tutto un sistema che ruotava intorno alla Lazio. Quanto ai biglietti omaggio «è chiaro che gli Irriducibili, come tante altre persone, hanno chiesto favori come venire sull'aereo della squadra o biglietti gratuiti. Se la società riteneva che si potesse fare, lo facevamo (...). Non davo loro biglietti omaggio perché non creassero problemi allo stadio, tanto più che i disordini sono sempre successi (...). Gli Irriducibili avevano biglietti omaggio e se prendevano biglietti a pagamento poteva succedere che una parte venisse pagata e un'altra parte, quella non pagata, veniva giustificata come spesa di rappresentanza in modo che la società pagasse le tasse dovute (...). Queste spese avevano un'incidenza minima (l'1 per cento) sul fatturato globale della biglietteria e degli abbonamenti che era di 40-42 miliardi». E le coreografie? «Quando uscì quella scritta incredibile, Roma Merda, restammo scioccati, in ogni caso non era nelle mie possibilità di evitarlo». E per finire, «ho saputo delle iniziative degli Irriducibili per ottenere la gestione della sicurezza dello stadio, però io non me ne sono mai interessata».

L’ANGELO VENDICATORE Responsabile del settore stadio e della biglietteria, Angelo Cragnotti, stranamente offre due diverse versioni. Il 10 aprile 2003 nega che la società «abbia preso iniziative per acquistare i biglietti ai tifosi e neppure questi ultimi hanno ottenuto dalla società biglietti gratuiti». Quando viene riascoltato il 24 e 25 ottobre scorso dalla Digos e dalla procura spiega che «sotto la voce "spese di rappresentanza", con tutti i presidenti, ad eccezione di Lotito, venivano emessi tagliandi a pagamento che poi noi cedevamo senza corrispettivo» agli ultrà. «All'inizio, nel 1995, venivano consegnati agli Irriducibili con la scritta omaggio. Poi, su ordine di Elisabetta, circa 800 biglietti a partita avevano stampata l'indicazione del prezzo ma non venivano mai saldati. Inoltre gli Irriducibili beneficiavano anche di 200 biglietti con dicitura omaggio (...) che in realtà poi rivendevano visto che sono stati trovati in possesso dei bagarini (...). Per quanto mi consta personalmente tutti i biglietti in possesso agli Irriducibili venivano poi rivenduti ai normali utenti nei loro punti vendita con un sovrapprezzo motivato come contributo alla coreografia». Angelo Cragnotti, che ancora lavora alla Lazio, spiega che prima si cedeva alle richieste degli Irriducibili per il timore di ritorsioni che avrebbero comportato per la società «pesanti sanzioni da parte della federazione». E che oggi, con l'avvento del suo nuovo datore di lavoro «la situazione è completamente cambiata» nel senso che al suo arrivo «il presidente Lotito mi ha dato disposizioni di non fornire assolutamente biglietti né gratuiti né a pagamento senza corresponsione del prezzo agli Irriducibili».
gianmarco.chiocci@ilgiornale.it