«Biodrink» in discoteca

Spiegare a un giovane i rischi dell'alcolismo e delle problematiche alcol-correlate è una sfida contro luoghi comuni e stereotipi che richiede idee alternative e prevenzione. Per questo motivo, i ragazzi dell'associazione Leo Club, grazie all'organizzazione di Luca Marchesi, hanno deciso, nell'ambito dell'iniziativa «Secure on the Road» di portare l'argomento in uno dei locali simbolo della movida genovese, la discoteca Makò di corso Italia al sabato sera. «Negli ultimi 5 anni abbiamo visto un aumento nell'uso di alcolici del 110 per cento, l'alcol è la prima causa di morte nella fascia di età 17-24 anni e uccide più di 1500 persone ogni anno in Liguria» spiega Gianni Testino, direttore del centro di alcologia del San Martino e presidente ligure dell'associazione italiana alcologia. Un ragazzo su dieci inizia a bere già tra gli 11 e i 13 anni, attirato dall'emulazione e da bevande colorate a bassa gradazione, con conseguenze devastanti: sino ai 16 anni infatti il fegato non è infatti in grado di metabolizzare l'alcol e questo causa danni al sistema nervoso centrale e fisici, oltre ad una propensione fisiologica all'alcolismo. E c’è un boom di abuso anche fra le ragazze. «Si sta diffondendo anche da noi la pericolosissima moda anglosassone del Binge drinking - continua Testino - si tratta di assumere grandi quantità di bevande alcoliche in poco tempo, 5 o più in meno di 2 ore, fino a crollare». Necessario quindi un modello più responsabile per spezzare il binomio errato alcol-divertimento: anche per questo il Makò, primo in Liguria e tra i promotori italiani, si è dotato di una postazione «Bio Drink» con cocktail esclusivamente analcolici e a base di frutta. «La nostra è una provocazione, bisogna cambiare l'idea secondo la quale chi non beve è uno sfigato e fornire un'alternativa - dice Tonino Rocca, il proprietario del locale -. Funziona bene, le famiglie sono più tranquille ma soprattutto i ragazzi iniziano a capire. Ed è anche un modo per prevenire gli incidenti al volante».