Biondi e gemelli, i «figli» brasiliani di Mengele

Hanno occhi azzurri, capelli biondi e son tutti gemelli. Sono gli ultimi figli dell’Angelo della Morte, l’ultimo tentativo di Joseph Mengele di dar vita alla razza ariana e son tutti nati a Candido Godoi, uno sperduto angolo di Brasile tra Paraguay e Argentina.
A dar retta allo storico argentino Jorge Camarasa, ex giornalista del Clarin, noto per le sue ricerche sui criminali nazisti in Sud America, la cittadina potrebbe passar alla storia come il laboratorio a cielo aperto di Joseph Mengele. Il mistero, ricostruito dallo storico nel libro «Mengele, l’angelo della morte in Sud America», incomincia nel 1960. In Argentina il Mossad ha appena messo le mani su Adolf Eichmann e Mengele, ricercato per gli esperimenti sui deportati di Auschwitz, si sposta nell’enclave tedesca di Comunidas Unidas in Paraguay. Da lì al confine brasiliano e a Candido Godoi, un’altra comunità d’esuli tedeschi, è un passo. Stando a Camarasa Mengele ci arriva nel 1963 sotto il nome di Rudolph Weiss e si presenta a volte come veterinario, a volte come medico itinerante. «Stando ai racconti quel medico cura molte donne, distribuisce medicine e preparati e le assiste nella gravidanza – racconta Camarosa -: molti lo ricordano perché sosteneva di saper far nascere gemelli maschi dalle mucche e perché parlava già allora d’inseminazione artificiale».
Gemelli e inseminazione artificiale sono il pallino di Mengele sin dagli anni dell’università quando il suo mentore, il professor Otmar von Verschuer gli instilla l’idea che la chiave per la creazione della razza ariana va cercata nel sistema biologico dei gemelli. Ad Auschwitz, dopo il 1943, Mengele seleziona 1500 coppie di bambini gemelli, ma gli studi prevedono la ricerca del segreto della gemellarità attraverso l’autopsia e così solo 258 tra le cavie umane sopravvivono. In Argentina Mengele mette a frutto gli studi di Auschwitz, promettendo agli allevatori il segreto per moltiplicare i migliori esemplari delle proprie mandrie. Quando il Mossad lo costringe a rifugiarsi tra i compaesani di Colonias Unidas e Candido Godoi l’Angelo della Morte riprende ad accarezzare l’antico sogno.
« Candido Godoi - spiega Camarasa - diventa il laboratorio a cielo aperto dove realizzare il sogno di una razza dominatrice con occhi blu e capelli biondi». Nessuno sa quali strumenti o preparati adoperi il misterioso Rudolph Weiss, ma dopo il 1963 Candido Godoi diventa la città dei gemelli. Altrove solo un parto su 80 dà vita a una coppia monozigote, ma lì una gravidanza su cinque si conclude con la nascita di una coppia di gemellini con occhi blu e capelli biondi. Per anni gli scienziati si scervellano e la città diventa famosa in Brasile come la terra dei gemelli. Il primo ad avvicinarsi alla verità è il medico ed ex sindaco della città Anencia Flores de Silva. Scavando nella memoria dei concittadini l’ex sindaco s’imbatte in quel medico itinerante ricordato come il gentile e rispettato dottor Weiss. «Nella memoria di tante donne – racconta De Silva a Camarasa - era un medico condotto che girava di casa in casa, curava le vene varicose e distribuiva bottiglie di pozioni e pastiglie... a volte faceva anche il dentista e quasi sempre prelevava sangue ai pazienti». Molti allevatori ricordano invece un veterinario che prometteva miracoli. «Ci chiedeva che malattie avessero le nostre bestie e ci diceva di non preoccuparci perché lui poteva curarle tutte, ci sembrava rispettabile e molto colto», ricorda l’anziano Aloisi Finkler. Leonard Boufler, un altro allevatore solo oggi si stupisce al ricordo delle promesse di Weiss. «Diceva di garantire l’inseminazione artificiale per uomini e animali e noi l’ascoltavamo. Solo oggi mi rendo conto che era l’unico a quell’epoca a sostenere di saperlo fare».