Biotestamento, migliaia di emendamenti al ddl

Si preannuncia una vera e propria battaglia, in parlamento, sul ddl Calabrò. I radicali presentano 2500 emendamenti il Pd 173, tra cui 16 di Marino e 6 di Rutelli che tenta una &quot;terza via&quot;. Ma Quagliariello lo gela: &quot;Non esiste terza via&quot;<br />

Roma -  Il delicato tema del testamento biologico continua a far discutere e a dividere le coscienze. E la politica. L'opposizione ha inondato il parlamento di emendamenti al ddl Calabrò, che dovrebbe approdare alla Camera il 19 marzo. I radicali, da soli, ne hanno presentato 2.500. Il Pd si è fermato a quota 173, inclusi i sei di Rutelli, che tenta un'impresa difficile: avvicinare le posizioni di laici e cattolici "colmando" quelle che, a suo dire, sono alcune lacune del testo di Calabrò. 

La "terza via" di Rutelli Degli 82 emendamenti a firma singola presentati dai senatori del Pd, 6 portano la firma di Francesco Rutelli che si prova così a riproporre una "terza via" per avvicinare le posizioni sul ddl per il testamento biologico. Al centro delle proposte di Rutelli il tentativo di colmare alcuni punti giudicati "carenti" del ddl Calabrò, in particolare per responsabilizzare il medico a non dare corso ad accanimento terapeutico nelle fasi terminali della vita. I sei emendamenti riguardano il coinvolgimento del paziente minore (escluso, invece, nel testo della maggioranza), la responsabilizzazione rispetto al rischio di eutanasia del personale sanitario, oltre che del medico; la riformulazione di due degli emendamenti in base ai quali, nelle fasi terminali, il medico non deve dar corso ad accanimento terapeutico dialogando con il fiduciario e i familiari, e tenendo comunque conto della volontà espressa dal paziente, anche nel caso in cui le dichiarazioni del soggetto fossero scadute.

Il Pd ricuce divisioni C’è la firma della presidente del gruppo del Pd Anna Finocchiaro, dei vice presidenti Luigi Zanda e Nicola Latorre, ma soprattutto ci sono le firme di Dorina Bianchi e di Ignazio Marino sotto l’emendamento al comma 6 dell’articolo 3 che disciplina idratazione e nutrizione. Mancano le firme di Emanuela Baio e Claudio Gustavino, che hanno ribadito il loro dissenso.

Radicali, 2500 emendamenti Oltre 2.500 emendamenti al ddl sul testamento biologico, di cui il 20% suggerito via web, sono stati presentati dai senatori radicali. Tra i temi toccati dai radicali: due pregiudiziali di costituzionalità; una richiesta di sospensiva; cinque ordini del giorno che richiamano, tra le altre cose, la Dichiarazione universale dei diritti umani, i vari patti internazionali in materia di diritti civili ma anche economici, la necessità di accelerare il processo legislativo in materia di cure palliative, il software utilizzato per il registro nazionale dei testamenti biologici, 2572 emendamenti tra soppressivi, migliorativi e aggiuntivi di cui un 20% provenienti dalla campagna via internet dell’ostruzionismo partecipativo portata avanti assieme all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

Quagliarello a Rutelli: non ci sono terze vie "Sul testamento biologico in aula al Senato non ci sarà una terza via". Lo dice Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl. "C’è la via che abbiamo intrapreso - prosegue - che contempera diritto alla vita e libertà di cura, no all’eutanasia e all’accanimento terapeutico. Su questa linea si riconoscono anche alcuni settori dell’opposizione le cui proposte saranno laicamente valutate e, se del caso, fatte proprie anche dalla maggioranza nel corso del dibattito in aula al Senato. Non si tratta di intraprendere una terza via, bensì - spiega Quagliariello - di migliorare e rafforzare il testo di legge: obiettivo per il quale ci siamo spesi fin dal primo giorno in cui il ddl Calabrò ha iniziato il suo iter parlamentare, e che perseguiremo fino all’ultimo giorno utile".

Berlusconi: contro l'eutanasia di Stato Il governo "non sarà mai d’accordo con chi vuole l’eutanasia di Stato". A ribadirlo è stato, domenica, il presidente del Consiglio in collegamento telefonico con il raduno nazionale di "Rete Italia" a Riva del Garda (Trento). "Noi siamo per la vita e contro l’eutanasia - spiega il premier - in materia di fine vita bisogna colmare il vuoto normativo, perché questioni così non possono essere lasciate alle interpretazioni spesso contraddittorie della magistratura". "La libertà di coscienza - aggiunge - fa parte del nostro bagaglio, ma sia chiaro che noi non saremo mai d’accordo con chi vuole l’eutanasia di Stato".