La Birmania fra elezioni e guerriglia

Si profila un trionfo per l'opposizione della Lega nazionale per la democrazia, ma intanto l'esercito attacca i ribelli

La Birmania volta pagina, ma non del tutto. La Lega nazionale per la democrazia della leader dell'opposizione Aung San Syy Kyi ha stravinto le elezioni, o almeno così sembra ad una prima lettura dei dati parziali che affluiscono dai seggi col contagocce. Ma contemporaneamente l'esercito attacca la guerriglia e colpisce i ribelli dell'Esercito dello Stato di Shan-nord. Insomma, niente tregua e cambiamento sì, ma un passo alla volta. I giornali e le tv di tutto il mondo stanno celebrando il ritorno del Paese alla democrazia dopo una lunghissima dittatura, ma questo non significa naturalmente che tutti i problemi siano stati risolti. E così già lunedì, a sole 24 ore dal voto, le forze armate della Birmania hanno ripreso le incursioni, con l'appoggio del fuoco d'artiglieria e di due aerei da combattimento. Nel blitz è stato bombardato un villaggio e un tempio buddista sarebbe stato distrutto. Intanto lo spoglio die dati va avanti: la Commissione elettorale ha annunciato che la Lega nazionale per la democrazia ha ottenuto 78 degli 88 seggi assegnati. Un trionfo. O quasi.