Un bisturi di luce per la visione

I più quotati oftalmologi di tutto il mondo si sono riuniti venerdì a Milano per partecipare al congresso internazionale «Videocatarattarefrattiva». Tema dell'incontro di chirurgia oculare le conquiste scientifiche nell'area della visione ed in particolare l'impiego del laser a femtosecondi, entrato nella metodica per l'intervento della cataratta. Ad un anno dal suo primo utilizzo è stato presentato un follow up sulla base di migliaia di casi. Presidente del congresso Lucio Buratto, un pioniere dell'oftalmologia, tra i relatori lo spagnolo Rafael Barraquer e l'ungherese Zoltan Nagy, due tra i più quotati studiosi al mondo. Presenti anche lo statunitense Brint Steve, della Louisiana, l'austriaco Falkner Radler, lo sloveno Gabric Nikica.
L'impiego del laser a femtosecondi è stato approvato per lo specifico impiego nella chirurgia della cataratta dalla Food and Drug Administration, cioè dal massimo organo di controllo americano sulla salute. Questa metodica ha una importanza fondamentale, soprattutto in un Paese come l'Italia dove ogni anno sono 450mila gli interventi di cataratta e 150mila i pazienti che si sottopongono a tecniche laser per la correzione di miopia, astigmatismo ed ipermetropia. Si comprende quindi quale sia il valore della chirurgia oftalmica per il benessere non solo visivo della popolazione. Sono oltre 20 milioni gli italiani che hanno un problema della vista: 12 milioni sono miopi, 5 milioni ipermetropi, 3 milioni astigmatici; inoltre, circa 25 milioni sono presbiti, cioè devono usare occhiali per vedere da vicino e leggere. I difetti rifrattivi sono in aumento, soprattutto tra i giovani.
I partecipanti al congresso hanno avuto l'opportunità di seguire le più avanzte tecnologie e tecniche operatorie attraverso collegamenti satellitari con alcuni centri di eccellenza come la Clinique de la Vision di Parigi e l'IMO di Barcellona. Un collegamento con tecnologia 3D dal nuovo Day Surgery del Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano che, per primo in Europa ha adottato un anno fa il laser a femtosecondi per la chirurgia della cataratta. Oggi ne sono già stati installati oltre duecento in centri di eccellenza a livello internazionale. Un taglio di una cataratta richiede più di un milione di impulsi laser di 2-3 micron (millesimi di millimetro) ciascuno; il tempo per il taglio è di circa 45 secondi.
Da vent'anni, la tecnica più utilizzata e che fornisce i migliori risultati per l'intervento di cataratta è la facoemulsificazione : una sottile punta metallica, messa opportunamente a contatto con la parte più densa della cataratta, vibrando a velocità ultrasonica, la frammenta e poi un sistema adeguato di lavaggio - aspirazione effettua la rimozione dei frammenti. La nuova frontiera per l'intervento di cataratta è il laser a femtosecondi, un bisturi di luce, opera, con impulsi laser della durata del miliardesimo di secondo: semplifica e rende più sicuro l'intervento.
«La frantumazione della cataratta con laser a femtosecondi precisa il dottor Lucio Buratto - riduce (ma non elimina del tutto) l'utilizzo della frammentazione classica fatta con la sonda ad ultrasuoni che, comunque, allo stato attuale della chirurgia con femtolaser è ancora necessaria. Poter usare il laser è comunque un grande vantaggio perché minore è la manipolazione meccanica all'interno dell'occhio, minore è il rischio che le strutture bulbari possano soffrire per l'intervento. Il vantaggio nell'utilizzo del laser in altri passaggi chirurgici dell'operazione è la precisione del taglio, la sua programmabilità, la riproducibilità, la maggior possibilità di pianificazione, soprattutto in funzione dell'impianto di lenti multifocali e accomodative e non ultimo, l'intervento avviene senza che lame o bisturi o aghi entrino a contatto con l'occhio».