Blitz dei precari contro Cofferati: «Meno consulenze, dacci lavoro»

Un vigile urbano ferma i lavoratori in corteo. E il sindacato irrompe nell’ufficio del primo cittadino

Claudia B. Solimei

da Bologna

Tutto è cominciato ieri pomeriggio con un girotondo improvvisato in via Rizzoli, centralissima strada di Bologna, da parte di una sessantina di lavoratori del sindacato Rdb-Cub, tra cui decine di precari del Comune. Erano in piazza per protestare contro l'accordo firmato a Roma sul pubblico impiego ma, avvicinati da un vigile urbano piuttosto intransigente e zelante che ha cominciato a chiedere loro i documenti, hanno sì accettato di presentare le carte d'identità, direttamente al sindaco Sergio Cofferati, però.
Così hanno rumorosamente salito le scale di palazzo d'Accursio finendo nell'anticamera dell'ufficio del sindaco, dove hanno continuato a scandire i loro slogan: «Meno spese per le consulenze, lavoro vero e non supplenze». A quel punto, Cofferati ha deciso di incontrare una delegazione, guidata dal coordinatore regionale delle Rdb, Massimo Betti. Ma le sorprese per il Cinese non sono finite: «Quando sono entrato con il documento in mano - racconta Betti - gli ho spiegato che eravamo lì per capire se oggi, a Bologna, anche fare un girotondo di dieci minuti fosse diventato illegale. Del resto, gli ho fatto notare, lui di girotondi ne aveva fatto molti più di noi, in passato...». Cofferati non ha potuto fare altro che sorridere e tranquillizzare l'interlocutore sulla tolleranza dell'amministrazione, invitandolo a rinfoderare la carta d'identità.
Come all'inizio di maggio, dunque, le Rdb, dopo la Cgil il secondo sindacato all'interno del Comune di Bologna, che quella volta avevano portato in Consiglio comunale le mutande dei lavoratori, hanno improvvisato una seconda protesta nei confronti dell'ex numero uno della Cgil. Allora il tema era quello dei tagli ai premi di premio produttività in busta paga, ieri è stato soprattutto ottenere dal sindaco il ripristino di normali relazioni sindacali con il Comune. Senza farsi mancare, però, un attacco al disinvolto uso di consulenti esterni contrattualizzati a cui farebbe ricorso l'amministrazione comunale, stigmatizzato giorni fa anche dai sindacati confederali.
Questa volta, però, forse memore del clamore che le proteste delle mutande ebbero anche sulla stampa nazionale, Cofferati non ha alzato un muro: «Abbiamo parlato - spiega ancora Betti - e per la prima volta sulle relazioni sindacali c'è stata un'apertura. Un nostro delegato gli ha letto un elenco di punti che per noi sono da risolvere e il sindaco ci ha invitato a fargli pervenire le richieste, impegnandosi a riconoscere la nostra forza all'interno del Comune».
Aumenti «veri», assunzione dei precari e taglio dei consulenti esterni sono le richieste dei lavoratori del Comune che Cofferati dovrà impegnarsi a risolvere. Ieri mattina a palazzo d'Accursio c'era stato il primo incontro tra amministrazione e sindacati per dare corso all’accordo del 13 maggio che segnò la tregua sugli straordinari. Ora il tempo stringe, perché un'intesa definitiva, con i soldi, dovrà essere raggiunta entro l'estate.

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