Blitz in Finmeccanica, indagati i vertici dell'Enav

Perquisite alcune aziende legate a Finmeccanica. Nel mirino i bilanci delle
società e il sistema degli appalti: filone d’inchiesta legato
alla Digint. Berlusconi: "Suicida colpire asset straordinario"

Roma - La Guardia di Finanza e i carabinieri del Ros hanno perquisito alcune aziende legate a Finmeccanica e la sede dell'Enav in via Salaria. Nel mirino del procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo e del pm Paolo Ielo, i bilanci di alcune società e il sistema degli appalti. Si tratta di un filone d’inchiesta collegato alla vicenda Digint, società partecipata da Finmeccanica. Tra gli indagati anche il presidente dell’Enav, Luigi Martini, l’ad dell’ente Guido Pugliesi e la responsabile della Selex sistemi integrati, Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini.

Le perquisizioni delle Fiamme Gialle Le indagini disposte dalla procura di Roma riguardano "esclusivamente" l’Enav e otto società che hanno ricevuto appalti dall’ente. Gli inquirenti di piazzale Clodio ribadiscono che gli accertamenti, allo stato, non hanno chiamato in causa Finmeccanica o il suo presidente, Pierfrancesco Guarguaglini. Le aziende coinvolte, oltre all’Enav, sono Selex sistemi integrati srl; Print sistem srl; Arc Trade srl, Techno Sky, Aicom srl, Simav sistemi manutenzione avanzati, Renco Spa, Auxilium Trade srl. Proprio per il suo ruolo in una delle società perquisite, risulta indagato anche Lorenzo Borgogni, manager di Finmeccanica. L'Enav ha assicurato che fornirà "la massima collaborazione" alla magistratura per "consentire la più rapida e completa raccolta della documentazione richiesta e utile alla definizione dell’indagine".

Le accuse contestate agli indagati Le contestazioni per Martini, Pugliesi e la Grossi sono connesse ad una serie di reati fiscali. Gli inquirenti, diretti dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, ritengono che nell’ambito di una serie di appalti affidati dall’Enav siano state compiute delle "sovraffatturazioni" tese alla creazione di fondi neri. Secondo quanto si è appreso il coinvolgimento della Grossi, che è la moglie del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, non compromette allo stato il colosso dell’industria bellica.

Gli indagati della Selex Ci sono anche Lorenzo Cola, già consulente esterno di Finmeccanica, in carcere dall’8 luglio scorso nell’ambito di un’inchiesta su riciclaggio, e Marco Iannilli, commercialista e uomo di fiducia di Cola, tra i dieci indagati della procura di Roma. Il loro coinvolgimento è legato al ruolo esercitato in una delle società subappaltatrici di Selex Sistemi Integrati, la "Arc Trade". Cola è tuttora in carcere per l’inchiesta sull’acquisto della Digint, partecipata di Finmeccanica. Gli inquirenti, in particolare, attribuiscono a Cola e ad Lorenzo Borgogni, manager di Finmeccanica, ma indagato per il suo ruolo in un’altra delle società perquisite oggi, i "motori" dell’assegnazione di lavori in subappalto da parte di Selex. Nel registro degli indagati compare Tommaso Di Lernia, responsabile della società Print Sistem. 

Le inchieste aperte dalla procura Sono almeno due le inchieste aperte dalla procura romana sull’Ente di assistenza al volo, che vedevano Pugliesi già indagato per l’ipotesi di reato di falso in bilancio. La prima, quella condotta dal pm Emanuele Di Salvo, nasce dalla denuncia di un ex dipendete, Claudio Salvati, licenziato dall’Enav, in cui si metteva in discussione la stesura dei bilanci della società. L’inchiesta starebbe vagliando anche l’acquisizione, a dicembre del 2006, di Vitrociset (oggi Techno Sky) da parte dell'Enav per circa 100 milioni di euro. La seconda inchiesta, più recente, alla quale si riferiscono le perquisizioni eseguite oggi, è affidata al pm Ielo e si sta sulle ipotesi di falso in bilancio e di reati tributari a partire del 2006 in poi.

L’ingresso dell’affarista Mokbel Le due inchieste si sovrappongono in parte con quella condotta dal procuratore aggiunto giancarlo capaldo sull’ingresso dell’affarista Gennaro Mokbel in Digint, società partecipata al 49% da Finmeccanica. Anche qui si indaga infatti sui rapporti tra Pugliesi, Grossi e Lorenzo Cola, il consulente (attualmente agli arresti in carcere) che propose a Mokbel l’acquisto della Digint per riciclare il patrimonio illecito accumulato con le truffe telefoniche che avrebbero coinvolto anche, per gli anni dal 2003 al 2007, gli ex vertici di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle.

La preoccupazione di Berlusconi "Sono preoccupato perché Finmeccanica è un asset straordinario". In conferenza stampa per presentare il Piano per il Sud, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha nascosto i propri timori per le perquisizioni di questa mattina. Il premier si è infatti augurato che "queste indagini, come sono convinto, portino a nulla". Poi ha lanciato un avvertimento: "Considero veramente suicida che si proceda contro chi costituisce la forza del Paese".

L'ad di Enav "Sono convinto che le autorità inquirenti verificheranno la mia totale estraneità ai fatti contestati e la regolarità dell’operato mio e della società". È quanto si legge in una nota dell’amministratore delegato di Enav, Guido Pugliesi, che sottolinea: "A tal fine assicurerò la più ampia collaborazione alla magistratura, anche alla luce delle verifiche interne già da tempo effettuate, confidando in una rapida conclusione delle indagini che mi riguardano".