Magistratura
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Durante un monologo di stand-up il comico ha tuonato: "Io voto No a prescindere. Con i fascisti voto No sempre". Salvini: "Non so se è più squallido lui o quelli che ridono e gli battono le mani"
Lo sappiamo tutti che la magistratura va riformata: lo sanno anche i magistrati. Una riforma alla volta. O un pezzetto alla volta
Il carcere, 8 mesi ai domiciliari e poi 7 anni di processi: "Vicenda di malagiustizia"
Pd e magistrati volevano carriere separate, sorteggio al Csm e Alta Corte contro le correnti e oggi lo rinnegano
Donne di destra e di sinistra e la folle idea che il referendum sia una questione femminile
Il pm smentito dalla registrazione. Al "Foglio" disse: "Con voi faremo i conti"
Se vincerà il Sì, a tutti i magistrati - e non solo quelli selezionati dalle correnti - sarà data la possibilità di fare parte del Csm: e di decidere promozioni e punizioni senza rendere conto a nessuno
Quando non si vota, tutti a lamentarsi dell'inerzia di una classe di governo capace solo a rimpinzarsi di bonus e maxi stipendi. Ma quando c'è da approvare i cambiamenti, nero su bianco, diventano inevitabili i distinguo politici
Mille innocenti ogni anno, tre al giorno, stima approssimativa, vengono arrestati per poi uscire di scena dopo un periodo di travaglio e sofferenze più o meno lungo
Votare Sì non è un atto di destra o di sinistra, ma di buonsenso. Significa puntare una fiche sul futuro del Paese e non rimanere inchiavardati agli interessi corporativi e sprofondati nella palude di un sistema pieno di bizantinismi
Partiamo dall'ovvio, che in Italia viene ancora trattato come un'eresia: la separazione tra pubblici ministeri e giudici. È la norma nei principali Paesi europei. Solo da noi si difende un modello che confonde i ruoli e altera l'equilibrio
Non è solo l’ossessione per il fascismo eterno, che scatta ogni volta che vince chi non dovrebbe. È la stramba idea di snaturare il potere giudiziario, di trasformarlo in una trincea politica
"Quelli del No" hanno lanciato una campagna di torbida magia woodoo contro il Sì sostenendo che il nostro vero scopo è sottomettere i Pm a Meloni.
La separazione delle carriere non è un capriccio del centrodestra per punire i magistrati ma l’allineamento finale del nostro sistema giudiziario alla giurisprudenza di altri Paesi europei
I pm e i giudici, invece, da noi, hanno sempre l’aria di chi si occupa della giustizia rispetto agli avvocati che invece si occupano solo dei loro clienti: e non va bene. Sono e siamo, tutti, clienti, debitori e creditori della stessa Giustizia
Rendere chiari i ruoli è opportuno. Il sottoscritto all’epoca senatore azzurro fu condannato da una toga collezionista di carriere: Pm, deputato e senatore del Pd, sottosegretario, consigliere d’ambasciata, giudice e di nuovo Pm