Bnl, Unipol può diventare il secondo azionista

Il fronte contrario agli stranieri potrebbe già superare il 50%

Michele Boschi

da Milano

Unipol accelera nella partita Bnl. La compagnia ha ricevuto l’atteso via libera dalla Banca d’Italia per crescere fino al 9,9% del capitale della banca romana. Un impegno da 700 milioni che proietterà la società al secondo posto nell’azionariato di Bnl, dietro agli spagnoli del Bbva, vicini al 15 per cento. L’operazione era nell’aria. I vertici di Unipol non hanno mai nascosto di voler difendere il proprio impegno industriale e finanziario in Bnl. Soprattutto quel 50% in Bnl Vita, che da solo vale un quarto dei profitti del gruppo assicurativo. L’interesse non è naturalmente sfuggito al mercato. Il titolo Bnl nella ultime sedute di Borsa è stato scambiato con volumi nettamente al di sopra della media, segno che qualcuno comincia a credere in una possibile contro Opa.
I compratori hanno riaperto la caccia su richiesta di misteriosi investitori internazionali, che ancora a pochi minuti dalla chiusura di venerdì, quando il titolo viaggiava vicino ai massimi, erano pronti ad acquisti consistenti. Cosa non facile, visto il flottante scarso: se sommiamo all’ormai vicino 10% di Unipol, il 32% portato in assemblea dal contropatto, e l’1,99% della Bper, arriviamo per il fronte di opposizione agli spagnoli a circa il 45% del capitale. Se poi consideriamo il 7,5% congiunto di Popolare Vicenza e Mps, che hanno confermato il proprio ruolo neutrale nella partita, si supera abbondantemente il 50 per cento. Soglia indispensabile agli spagnoli per portare a successo la propria Opas (5 azioni Bnl ogni azione Bbva), secondo quanto disposto da Banca d’Italia che al benestare aveva affiancato appunto la clausola di arrivare alla maggioranza del capitale. Dettaglio che rischia di rivelarsi fatale per gli spagnoli, e sul quale ha chiesto chiarimenti anche il commissario europeo Kroes.
A questo punto è difficile tracciare un quadro sul futuro di Bnl. Il presidente, Luigi Abete, aveva sottolineato nei giorni scorsi il pericolo, per la stabilità della banca stessa, di una crescita nell’azionariato di altri protagonisti. Sulla stessa linea anche Diego Della Valle, che aveva invitato chiunque fosse interessato a una controfferta, a passare per il mercato, sempre con un’Opa. Rilancio difficile, considerando che l’offerta del Bbva vale circa 6,4 miliardi; ma che non viene comunque escluso. Qualcuno infatti indica il possibile appoggio di banche estere a Unipol. L’ipotesi è comunque abbastanza remota, mentre potrebbe essere più semplice per la compagnia salire a una consistente quota per trattare direttamente con gli spagnoli, magari l’eventuale controllo di Bnl Vita. Intanto i tempi stringono. Martedì si cercherà di capire l’umore della Banca d’Italia dalla consueta relazione del governatore Fazio. Poi si attenderà l’esito dell’assemblea del Bilbao (per formalizzare l’aumento per l’Ops), il prossimo 10 giugno, e quindi l’offerta, che partirà probabilmente dal 13.
Sull’altro fronte bollente, quello Antonveneta, l’attenzione è tutta rivolta a domani quando sarà presentata alla Consob la documentazione a corredo dell’Opa (a 24,45 euro) e dell’Opas (26 euro) della Bipielle, con le specifiche sui finanziamenti del pool di banche straniere. Intanto, si rinforza l’alleanza tra i soci del patto parasociale stipulato lo scorso 16 di maggio. I diversi azionisti uniti nel voto in assemblea (Gnutti, fratelli Lonati, Coppola, Finpaco Project, Tikal Plaza), considerati come un’unica parte contrattuale, potranno rafforzare l’asse con la Pop. Lodi nella loro alleanza nella corsa all’istituto padovano.

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