Bocchino, Fini: "Dimissionato senza ragione"

Il presidente della Camera attacca ancora Berlusconi e il Pdl: "Ritengo che Italo sia stato dimissionato senza che ce ne fosse una ragione. Ha la mia solidarietà". E sulla situazione nel partito: "Attenti a seminare odio". Poi cita Togliatti. Il premier in Cdm: "Mai detto Fini traditore". Ma Cicchitto: "Non è vero, si è dimesso lui"

Roma - Ha taciuto per tutta la giornata di ieri. Oggi Gianfranco Fini ritrova la parola e attacca nuovamente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Pdl tutto. "Ritengo che Italo Bocchino sia stato dimissionato senza che ci fosse una ragione. Per questo ha la mia solidarietà". Così il presidente della Camera rispondendo all’università dell’Insubruia alla domanda di uno studente di scienze della comunicazione.

"No ai seminatori d'odio" Lo studente aveva chiesto a Fini se le dimissioni di Bocchino fossero la prova che non esiste la possibilità di esprimere il proprio pensiero nel partito. "Ieri - ha spiegato Fini - Bocchino ha potuto esprimere la sua posizione. Attenzione a non far credere che ci sia una dittatura o che stiamo per entrare in una dittatura. Questo non è vero. Quando c’è una dittatura non c’è alcuna possibilità di dire le proprie idee. La mia - ha proseguito Fini - non è apologia della moderazione, ma l’invito a non avvelenare di più le coscienze e a non seminare l’odio, e a non indurre chi non ha tutti gli elementi a dar vita ad una stagione che l’Italia ha già vissuto". Il presidente della Camera ha ricordato come negli anni ’70 siano nati quelli che vengono definiti gli anni di piombo: "Non è che qualcuno vuole rifare le brigate rosse o e brigate nere, ma l’odio esce anche da un’altra parte. Non è possibile evocare il nemico, bisogna parlare dell’avversario. Il nemico lo distruggi o ti distrugge, poi però non c’è la partita successiva. Il nemico è legato alla logica dei totalitarismi mentre l’avversario c’è nelle democrazie".

La citazione di Togliatti Fini ha citato lo storico segretario del Partito comunista italiano, Palmiro Togliatti, durante una lezione su Informazione e politica agli studenti dell’Università dell’Insubria, a Varese. Parlando dell’intricato rapporto tra la stampa e il mondo politico, la terza carica dello Stato ha ricordato quando Togliatti disse ai giornalisti: "Scrivete poco se no vi viene male ai piedi".

Berlusconi smorza la polemica "Non ho mai detto che Fini è un traditore, né mai parlato di presunti scenari alternativi al Pdl. Non ho più parlato del rapporto con Fini dal giorno della direzione e smentisco categoricamente tutte le ricostruzioni che avete letto sui giornali sul mio rapporto personale e politco con Gianfranco". Lo avrebbe detto il premier, secondo quanto riferiscono alcuni ministri, nel corso della riunione del Cdm, a proposito delle ricostruzioni apparse sui giornali in merito alle divisioni interne al Pdl.

Cicchitto: "Bocchino si è dimesso" "Non posso fare a meno di precisare che Bocchino non è stato affatto "dimissionato", ma che nei giorni scorsi ha pubblicamente presentato le sue dimissioni, poi le ha ritirate e, infine, dopo l’indispensabile convocazione del gruppo parlamentare del Pdl per chiarire la situazione, le ha definitivamente ripresentate. Nel contempo ho ricevuto l’invito, che ho raccolto, di annullare la convocazione del gruppo". La precisazione è di Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. "Siccome le parole hanno un senso preciso, Bocchino per ben due volte ha deciso di dimettersi. Non è stato dimissionato da nessuno, non è stata compiuta nessuna operazione liberticida, vista anche la totale libertà di dibattito che caratterizza la vita del Pdl, segnata anche da numerosissime dichiarazioni polemiche fatte quotidianamente".