Bocchino: "No alla commissione d'inchiesta sui pm" Bersani critico: "Discorso identico a quello del '94"

Il capogruppo di Fli alla Camera chiude all'idea lanciata dal premier di una commissione d'inchiesta sulla magistratura: "La nostra disponbilità non c'è a impegnare il parlamento su questo tema. Non fa parte del programma di governo e di maggioranza". Poi scambio al veleno con il coordinatore del Pdl Bondi

Roma - "L’Italia non ha bisogno di vedere il parlamento impegnato in una commissione d’inchiesta contro la magistratura, che per Futuro e Libertà è baluardo di legalità e sicurezza. Se Berlusconi ha storture da denunciare le metta nero su bianco e le invii al Csm". Lo dichiara il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà per l’Italia, Italo Bocchino. "Pertanto - sottolinea Bocchino - la nostra disponibilità parlamentare su questo argomento non c’è, non facendo parte del programma di governo e non avendone discusso in maggioranza. Riteniamo invece che il parlamento debba impegnarsi presto per riformare il fisco, per combattere l’evasione, per rilanciare lo sviluppo e superare la crisi economica, per difendere i troppi posti di lavoro a rischio. Su questi temi che interessano ai cittadini e che fanno parte del programma il sostegno al governo di Futuro e libertà ci sarà sempre" conclude il capogruppo.

Attacco a Bondi "Sandro Bondi per compiacere il suo capo dimentica la vera storia della nascita del centrodestra nel 1994. È difficile essere certi che, senza Berlusconi, Fini non avrebbe fatto il presidente della Camera, il ministro degli Esteri e il vicepresidente del Consiglio, visto che poteva contare sul 48% dei consensi che ottenne da solo a Roma, mentre è certo che senza avere al suo fianco Fini, l’impero economico del Cavaliere, all’epoca pieno di debiti, avrebbe avuto una storia diversa" scrive sul sito di Generazione Italia Bocchino. "Sicuramente Berlusconi non avrebbe resistito tutti questi anni ai processi che sono stati avviati contro la sua persona. È inoltre certo, come dimostrano i numeri di questi sedici anni, che Berlusconi senza Fini non avrebbe mai fatto il presidente del Consiglio e non avrebbe vinto le elezioni nel ’94, nel 2001 e nel 2008. E siamo ancora più certi - e lo sa anche lo stesso premier - che senza Fini rischia di non vincere più alcuna competizione elettorale. E a proposito, vorrei ricordare al buon Bondi che senza i voti di Fini e della sua comunità politica, non avrebbe fatto il ministro della Cultura. E anche lui - conclude Bocchino - rischia di non farlo mai più. E la cosa non sarebbe necessariamente un male".

La replica di Bondi "Siccome l’unico linguaggio conosciuto da Bocchino è quello dell’offesa volgare, desidero ripetergli pedissequamente un semplice e incontrovertibile concetto storico e politico: non sarebbe mai stato possibile senza la legittimazione del presidente Berlusconi per un esponente proveniente dalla storia del neofascismo ricoprire così alte responsabilità istituzionali e di governo. Quando alla sinistra la funzione anti berlusconiana di Fini sarà venuta meno, anche Bocchino si renderà conto di quanto sia vero ciò che ho ricordato". Lo afferma il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi.

Bersani critica il premier Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani giudica molto severamente l’intervento di Silvio Berlusconi alla Festa del Pdl. "E' chiaro - commenta in una nota - che il presidente del Consiglio non si sta predisponendo a governare, ma a organizzare un nuovo scontro ideologico. La sua risposta ai problemi del Paese - accusa il leader del Pd - è un comizio datato 1994 con l’aggiunta di sedici anni di assoluta inconcludenza e di aggressione ai capisaldi costituzionali".