Bogliasco non vuole le pale eoliche? Nessuno protesta

Bogliasco si converte all’eolico, ma nel più totale silenzio. Perché martedì sera, durante il consiglio comunale che ha approvato la convenzione per la realizzazione di un parco eolico su Monte Rotondo, erano assenti non solo tutte le sigle ambientaliste, da Italia nostra al Wwf, ma anche i cittadini. E così, mentre a livello nazionale infuria la polemica tra favorevoli e contrari allo sfruttamento dell’energia prodotta dal vento, il sindaco bogliaschino Luca Pastorino (Pd) è riuscito in pochi minuti a far approvare la delibera che di fatto spiana la strada alla società torinese Asja Ambiente Italia per la realizzazione di una «fattoria eolica» su di un terreno privato a ridosso del Monte dell’Uccellatore, nel valico di Pozzuolo e a poche centinaia di metri dai resti dell’ospedale di San Giacomo fondato nel 1208.
«Uno dei più bei panorami della Liguria che deve essere preservato e non certamente distrutto con delle torri di acciaio», interviene il consigliere di opposizione Adelio Peruzzi in risposta a Pastorino che spiega i dettagli della convenzione. «Si tratta di un progetto privato che verrà realizzato su di un’area privata che dal 1997 è stata indicata dalla Regione come idonea allo sfruttamento dell’energia eolica. Anche se l’impianto dovrà ottenere le autorizzazioni paesaggistiche e ambientali dagli enti preposti», premette il sindaco nell’elencare i benefici per il comune: 10 mila euro all’anno per eventi e manifestazione e il 3 per cento dell’energia prodotta.
Mentre la durata sarà di 30 anni rinnovabili di altri 30 a discrezione della società. In tutto 60 anni durante i quali sulla strada panoramica di Bogliasco girerà senza sosta «un numero imprecisato di pale eoliche» spiega il consigliere Serafino Fracas nel constatare come «nella convenzione non vengono indicati né il numero delle pale né le loro dimensioni». Insomma, «un contratto al buio» in cui «l’unica cosa certa sono i contributi che prenderà l’azienda e i certificati verdi che la stessa ditta potrà rivendere sul mercato grazie al decreto Bersani», la considerazione di Federico Fossa(Pdl).
«Il Comune ha preso una decisione che inciderà sul nostro panorama per i prossimi decenni nella più totale indifferenza della popolazione», la delusione dello storico locale Prospero Schiaffino. Anche se Fossa non boccia a priori il progetto: «Io questa operazione l’avrei eventualmente fatta su un’area pubblica e con una gara pubblica ma dopo una attenta valutazione costi-benefici coi cittadini». Che però, per ora, non si sono fatti né vedere né sentire. A parte qualche mugugno sparso nel vento («blowing in the wind», avrebbe detto Bob Dylan) che presto si infrangerà nelle gigantesche pale.