Bologna, estetista strangolata in casa Fermato un suo amico: "Un raptus"

Marina
Gaido viveva da sola. Sul collo della donna erano presenti alcuni
segni. Questa mattina l'arresto dell'assassino: "L'ho fatto in preda a un raptus"

Bologna - Una donna italiana di 41 anni è stata trovata morta, nel pomeriggio, dentro all’appartamento dove viveva in via Angelo Piò, nella prima periferia di Bologna. Sul collo della donna erano presenti alcuni segni, probabilmente causati da uno strangolamento. Il corpo non presentava altre particolari ferite. La squadra mobile di Bologna ha fermato il presunto responsabile: si tratta di R. C., milanese di 45 anni, incensurato, celibe, di professione broker freelance, residente a Bologna.

La vittima La vittima si chiamava Marina Gaido e lavorava come estetista. Viveva da sola, con il suo cane, nell’appartamento al primo piano dello stabile, dov’era in affitto e che ora è stato messo sotto sequestro dalla polizia. "Era una ragazza straordinaria, riservata, ma più per timidezza che per altro", ha raccontato una vicina di casa che abita al piano terra, cliente del centro estetico di via Don Minzoni dove Marina lavorava precedentemente. "L’ho sentita ieri pomeriggio - ha continuato la vicina - mi ha detto che era andata a fare la spesa con i suoi genitori. Credo sia figlia unica". La vicina ha precisato di essere rincasata verso le 11 del mattino e da allora di non aver sentito alcun rumore proveniente dal piano superiore.

L'arresto L’uomo era semplicemente un amico della donna, non il compagno. Era stato individuato subito dopo il ritrovamento del cadavere come uno degli ultimi ad essere entrato nell’appartamento della vittima. Portato in commissariato, nella notte ha completamente ammesso di aver ucciso Marina Gaido. Avrebbe detto di averlo fatto "in preda a un raptus", non sessuale, ma causato forse da una lite. Un particolare sul quale gli investigatori ancora devono fare piena luce. D’intesa con la Procura della Repubblica di Bologna l’uomo è stato posto in stato fermo: l’accusa nei suoi confronti è omicidio volontario.