Bomba al Tribunale di Reggio Calabria Il Quirinale: "Sostegno delle istituzioni"

L'esplosione all'ingresso dell'ufficio del Giudice di pace, accanto al portone della Procura. Ordigno composto da una bombola di gas da 10 chili ed esplosivo piazzato due uomini col volto coperto da caschi. Il procuratore Di Landro: "E' un attacco della criminalità organizzata". Napolitano: "Sostegno ai magistrati". Maroni convoca un vertice

Reggio Calabria - Un ordigno è stato fatto esplodere la notte scorsa davanti all'ingresso dell'ufficio del Giudice di pace di Reggio Calabria che si trova accanto al portone della Procura generale, in piazza Castello. L'esplosione ha provocato danni al portone, scardinando un'inferriata. Fortunatamente nessun passante si trovava nella zona quando c'é stata la deflagrazione. Le indagini sull'episodio sono condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che al momento non escludono alcuna ipotesi. La bomba è stata fatta esplodere verso le 5 di stamani davanti ad un portone da cui si accede agli uffici della Procura generale reggina. L'ordigno era composto da una bombola di gas da 10 chili alla quale era stato applicato esplosivo ad alto potenziale che è stato innescato da una miccia.

"E' un fatto di notevole gravità. Le indagini sono appena iniziate e prenderanno in esame tutte le ipotesi possibili. Al momento è ancora troppo presto per andare oltre le ipotesi", ha detto il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone. "Rimane la gravità del fatto, l'esplosione di un ordigno davanti ad uffici giudiziari".

Sono stati due uomini con il volto coperto da caschi da motociclista a collocare l'ordigno. Lo ha riferito il procuratore generale, Salvatore Di Landro, incontrando i giornalisti. "Dalla telecamera di servizio - ha detto - è stato possibile notare che due individui, che indossavano i caschi e che sono giunti a bordo di un motorino, hanno depositato l'ordigno composto da una bombola di gas e da materiale esplodente. Siamo certi che si tratti di un grave attentato perpetrato dalla criminalità organizzata". "Siamo dinanzi ad un attacco - ha aggiunto - che può essere determinato dall'attività degli uffici di Procura generale in materia di misure di prevenzione e per tutta una serie di procedimenti penali pendenti in appello che riguardano la criminalità organizzata".

Un attentato analogo a quello compiuto contro la Procura, con l'utilizzo di una bombola di gas ed esplosivo, è stato compiuto, sempre stamani, ai danni di una pescheria situata nel quartiere Santa Caterina, alla periferia nord di Reggio, mentre un altro era stato compiuto prima di natale ai danni di un bar i cui titolari sono legati da vincoli di parentela con il collaboratore di giustizia Emilio Di Giovine. Di Giovine è considerato dagli investigatori un boss della 'ndrangheta operante a Milano e trafficante di armi e droga. Tra l'altro, recentemente, il suo avvocato ha chiesto la sua audizione da parte della Commissione sulle ecomafie dopo che Di Giovine avrebbe riferito di essere a conoscenza di particolari sull'affondamento di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi nei mari italiani. 

Inchiesta a Catanzaro Dopo lo svolgimento dei primi atti urgenti, il fascicolo dell'inchiesta sulla bomba, saranno trasmessi alla Procura della Repubblica di Catanzaro. La Procura del capoluogo calabrese, infatti, è competente a giudicare per i fatti riguardanti i magistrati del distretto di Reggio Calabria.

Napolitano: "Sostegno ai magistrati" Appresa la notizia del grave atto intimidatorio, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso ai Capi degli uffici requirenti della Città la sua solidarietà e la vicinanza del Paese a tutti i magistrati reggini. Il Capo dello Stato, si legge in una nota del Quirinale, ha manifestato il convinto apprezzamento e il forte incoraggiamento alla tenace azione, assieme alle forze dell'ordine, di contrasto della criminalità, assicurando il pieno sostegno delle istituzioni.

Maroni convoca un vertice Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha convocato per il pomeriggio del 7 gennaio una riunione straordinaria alla prefettura di Reggio Calabria dei vertici delle forze dell'ordine. E' quanto fa sapere la portavoce del ministro, Isabella Votino. Maroni ha chiamato il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, e il procuratore Giuseppe Pignatone, per esprimere loro solidarietà.

Schifani e Fini "Condanno senza riserve un atto ignobile e criminale", ao afferma il presidente del Senato Renato Schifani. "La violenza del gesto testimonia l'efficacia dell'azione di contrasto alla piaga della criminalità organizzata condotto con determinazione dalla magistratura reggina. Le Istituzioni democratiche sono e saranno sempre al fianco di chi quotidianamente lotta contro il sistema mafioso e - conclude il Presidente del Senato - non abbasseranno mai la guardia, tanto meno di fronte a qualsiasi atto intimidatorio". Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ha espresso il "proprio sostegno e la propria piena solidarietà ai magistrati e a tutti gli operatori della giustizia del Tribunale di Reggio Calabria, per il vile attentato di questa notte". Nell'esprimere la più ferma condanna per il grave episodio, si legge in una nota, Fini ha dichiarato la sua "vicinanza a quanti quotidianamente svolgono con dedizione e senso di responsabilità il proprio lavoro nel nome della legalità e della democrazia".

Matteoli: sostegno del governo "Ai magistrati di Reggio Calabria giunga la più convinta e sincera solidarietà per il gravissimo gesto intimidatorio subito. Le istituzioni vanno tutte e sempre tutelate per respingere gli attacchi di chi pensa di poter sovvertire l'ordine democratico", ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. "La magistratura reggina - ha aggiunto - è impegnata non da oggi in un durissimo contrasto alla criminalità organizzata e non sarà certo una intimidazione a farla desistere dalla sua insostituibile azione. Il governo - ha assicurato il ministro - ha fatto e continuerà a fare la sua parte con determinazione. Auspico che si faccia presto luce su questo sconcertante episodio".

L'Anm: non abbassare la guardia "L'Anm è e sarà sempre a fianco dei colleghi reggini". Lo dice il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, esprimendo "forte preoccupazione per il gravissimo episodio accaduto a Reggio Calabria". Palamara ribadisce la solidarietà del sindacato delle toghe verso la magistratura del capoluogo calabrese "quotidianamente impegnata nel difficile compito di applicare la legge in un contesto nel quale è chiamata a fronteggiare la grave forma di criminalità organizzata rappresentata dall' 'ndrangheta, oltre che dalla criminalita' comune". Palamara sottolinea che "gli episodi accaduti confermano la necessità di quanto da tempo sosteniamo, di non lasciare cioé sguarniti gli uffici giudiziari che operano in contesti difficili e quindi la necessità di derogare al divieto di destinare in quelle sedi magistrati di prima nomina". Nel ricordare che l'Anm ribadirà questa richiesta nell'assemblea nazionale del 16 gennaio, Palamara invita il governo a "non abbassare la guardia sugli uffici giudiziari del meridione".

Loiero: "Si respira un clima molto pesante" "Bisogna fare fronte comune per evitare che i poteri criminali attentino alla democrazia". E' il commento a caldo del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. "La Calabria vera - ha aggiunto Loiero - è vicina ai magistrati reggini che non si faranno certamente intimidire da episodi anche così pesanti, come non si sono mai fatti intimidire in passato. A loro esprimo la solidarietà mia e della Calabria intera".