Bondi: «Parole incomprensibili, così vuole indebolire il premier»

Il coordinatore di Forza Italia replica al leader Udc: «Con le primarie il presidente otterrebbe il 90%»

Laura Cesaretti

da Roma

«Ci sono cose incomprensibili e sconcertanti in quella relazione, per non parlare della singolare intervista al Corriere della Sera che l’ha anticipata: personalistica e pre-politica». Non si fa a tempo a chiedere un parere sulle parole di Marco Follini al congresso Udc, che il solitamente mite coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi inizia a sparare ad alzo zero.
Cosa non le è piaciuto della relazione di Follini, onorevole Bondi?
«Trovo paradossale che proprio chi, come lui, rivendica la dignità del discorso politico, come costruzione democratica e partecipata del futuro, si riveli in realtà il più refrattario a una prospettiva essenziale per il futuro del nostro Paese».
Parla del partito unitario?
«Esattamente. Ma come, Berlusconi apre alla possibilità di dar vita a un nuovo partito popolare e riformista, capace di scegliere democraticamente il candidato premier e i leader politici, e la risposta è quella quasi risentita che ha offerto Follini? Non vorrei che la disponibilità di Berlusconi ad aprire una nuova pagina nella storia del nostro Paese venisse interpretata come debolezza e rinuncia, perché non lo è: Forza Italia e il premier hanno nel proprio Dna la ricerca di interessi più alti di quelli di una sola parte politica. Ma se questa disponibilità viene frustrata, saremo costretti a rivendicare con orgoglio i nostri valori, e a perseguire con determinazione il nostro progetto».
Insomma, come direbbero a sinistra, «competition is competition» anche nella Cdl?
«Be’, in questi anni Forza Italia ha fatto anche troppi passi indietro, ha rinunciato troppe volte a marcare i propri interessi legittimi, il proprio potere nella maggioranza e nel Paese. D’ora in avanti non sarà più così: non per interesse di partito, ma per salvaguardare l’unica possibilità reale di cambiamento che esista nel Paese».
Follini chiede le primarie anche per il centrodestra.
«Le abbiamo chieste per primi Formigoni e io. Ma nell’ambito di un processo verso il partito unitario, come forma di selezione della sua classe dirigente. Porre la questione come fa Follini, in contrapposizione al nuovo partito, significa agire, consapevolmente o no, per indebolire la leadership di Berlusconi. Se questo fosse l’obiettivo, ma non credo lo sia davvero, sarebbe profondamente sbagliato. Anche perché sono piuttosto convinto che se si facessero le primarie, Berlusconi avrebbe il 90% dei consensi. Comunque, visto che piacciono tanto a Follini, facciamo le primarie anche per i collegi: così vediamo quanti candidati Udc verranno scelti».
E sul ritorno al proporzionale reclamato dal leader Udc?
«Non abbiamo mai avuto chiusure preconcette. A patto però che, anche qui, la riforma elettorale fosse collegata alla costruzione di un nuovo soggetto politico dei moderati. Se non lo è, assume tutt’altro significato e non voglio neppure pensare quale sia».
Quello delle mani libere, dei due forni, del grande centro?
«Dico solo che saremo assolutamente contrari, in Parlamento e nella maggioranza».
Onorevole Bondi, ma è stato lo stesso Berlusconi l’altro giorno ad annunciare il rinvio alla prossima legislatura del partito unitario, dopo quello che Follini ha definito «il pranzetto»...
«Battuta poco felice, ma a questo punto trovo anch’io che i pranzi con Follini servano a poco. E comunque no: Berlusconi non ha fatto alcun passo indietro sul partito unitario: tant’è che ha annunciato che prima dell’estate sarebbe nato il comitato promotore e partita l’assemblea costituente, e che il processo avrebbe dovuto evolversi fino alla nascita effettiva del nuovo soggetto, presumibilmente dopo le elezioni del 2006. Una posizione realistica, che corrispondeva alle motivate opinioni espresse da Fini e dagli altri leader Udc. L’intervento di Follini è francamente incomprensibile».
L’Unione parla di atto di sfiducia verso il premier.
«È ovvio che la sinistra strumentalizzi, ma Follini le ha offerto l’occasione. E proprio in un momento in cui la sinistra è divisa e la maggioranza sta recuperando terreno».
Pensa che Casini sia sulla stessa linea di Follini?
«Non lo so. Ascolteremo con interesse il suo intervento e prenderemo nota».