A bordo la scuola di meditazione

Sono appena «sbarcata» da una nave unica, e con un nome molto, molto speciale: Serena. La serenità è la componente essenziale per il benessere emotivo, e la condizione necessaria (ed anche sufficiente) per la nostra felicità. Epicuro sostiene che gli uomini possono raggiungere la serenità eliminando il timore degli Dei, secondo lui, infatti, gli Dei si interessano (a suo dire) di cose ben più importanti che non le piccole vicende umane! Per Aristotele, invece, la serenità è un modo di affrontare le cose della vita, e non uno stato dell'anima, infatti, parlando della felicità egli sostiene che la raggiunge chi possiede più virtù, e, per l'epoca, la più alta virtù era la sapienza. Di conseguenza l'uomo più felice è il «sapiente» , cioè il filosofo. Anche Plutarco parla della serenità, e di come raggiungerla, e spiega come la saggezza si ottenga con la riflessione, la meditazione, e l'osservazione dei precetti morali.
Tutte queste tre cose sono splendidamente possibili da raggiungere con un soggiorno a bordo di Costa «Serena»: nel centro benessere Samsara, infatti si possono apprendere tutte le tecniche di meditazione orientali, rivolte sia al corpo che alla mente, la riflessione è stimolata guardando l'arredamento della nave, ispirato alla mitologia greca e romana, e frequentando l'ampia biblioteca di bordo, che induce all'approfondimento, fra una nuotata in piscina, uno spettacolo nel teatro dedicato a Giove, o una puntata al Casinò dedicato a Giano bifronte (un po' si perde e un po' si vince). Ma è della cura dell'anima che Costa crociere non si dimentica affatto. Non so se lo sapete, ma Costa è l'unico operatore crocieristico che gode della presenza continua a bordo di un Cappellano. Che emozione è stata la messa domenicale «cantata» celebrata nel teatro di bordo (la Cappella non è riuscita a contenere tutto il pubblico). E che delizia per lo spirito la piccola Cappella situata al ponte quattro, resa leggiadra dalla presenza di una piccola statua della Madonna di Fatima.
Seneca parla della serenità come uno stato da raggiungere con il distacco dalle preoccupazioni terrene. E se è chiaro, che la serenità non può essere ottenuta percorrendo un modello scientifico, ma si fonda su variabili, quali il carattere, lo spirito, la psiche, che mutano da persona a persona, mi piace ricordare questa piccola preghiera, che mi sembra risalire a Sant'Agostino: «Che Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare, e la saggezza di distinguere fra le due».