«Bordon ritiri subito quei pugni al nostro leader»

Il senatore Zanda: «Sento volare parole pesanti. Ma se il nostro capogruppo ha detto veramente che vuol picchiare Francesco ci deve spiegazioni»

da Roma

«Non voglio credere che Bordon abbia veramente detto le cose che ho letto». Luigi Zanda, senatore della Margherita schierato con Francesco Rutelli, racconta di aver fatto un salto sulla sedia sfogliando le dichiarazioni di alcuni prodiani.
Senatore Zanda, il suo capogruppo Bordon dichiara al Corriere della Sera: «Sono andato in palestra e sto molto meglio perché ho immaginato che il punching ball fosse Rutelli». Dopo il voto di venerdì pare si annunci una convivenza difficile, dentro la Margherita...
«Il Corriere è un giornale molto serio, e la giornalista che firma l’articolo, Maria Teresa Meli, è una cronista di assoluta professionalità. Però stento a credere che il presidente dei senatori Dl possa aver pronunciato quella frase: sarebbe la prima volta nella storia del Parlamento repubblicano che un presidente di gruppo dice di sognare di prendere a pugni il leader del suo partito... Mi aspetto nelle prossime ore di avere conferma del fatto che quelle parole non sono state mai dette né pensate».
Sta reclamando una smentita da Bordon?
«Mi aspetto due cose dal mio capogruppo: o smentisce in modo reciso e inequivocabile, oppure convoca un’assemblea dei senatori, e ci spiega che caspita succede nella sua palestra».
Già nell’estate scorsa lei fu tra i protagonisti di uno scontro con Bordon: ne reclamaste la testa dopo che lui aveva ventilato una scissione prodiana dalla Margherita, se non si fosse fatto il Listone per le regionali. Ci risiamo?
«Acqua passata. Ora il partito ha democraticamente preso una decisione, e da lì bisogna ripartire rilanciando la Federazione riformista e la sua iniziativa politica e programmatica. La discussione interna è necessaria e salutare, anche se sento volare parole grosse e assai improprie, come le accuse di tradimento del progetto dell’Ulivo. Spero che ci si concentri invece sui contenuti, e che proprio dal Senato parta l’iniziativa, che sollecitai già un anno fa, per varare la federazione dei gruppi parlamentari di Uniti nell’Ulivo: mi pare assai più utile che parlare di tradimento e di punching ball».

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