Bossi accelera: "Fini? Cacciarlo subito Siamo nella palude, alle urne adesso"

Farefuturo: "Manganellate contro il traditore". Ma il Pdl fa quadrato e torna a chiedere le dimissioni di Fini. Bocchino: "Così si rischia una crisi istituzionale, serve un vertice di maggioranza". La Lega chiede elezioni subito: "I voti li prendiamo noi e Berlusconi, Fini e il Pd hanno paura"

Roma - Si fa sempre più aspra la battaglia interna al centrodestra. Sebbene il parlamento sia chiuso, Pdl e finiani vanno avanti a confrontarsi a suon di dichiarazioni e ultimatum. Farefuturo accusa "la politica pidiellina", artefice del "susseguirsi di manganellate contro il 'traditore' Fini, l’uomo che ha osato sfidare il capo supremo". Ma il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, invita i finiani a "non dare lezioni"  e rinnova la richiesta che Fini si dimetta: "Altri hanno lasciato". Ma il finiano Italo Bocchino rilancia: "Berlusconi nel momento in cui chiede le dimissioni del presidente della Camera rischia di aprire una crisi istituzionale senza precedenti di non sappiamo quali possano essere le conseguenze".

Bossi: "Subito al voto" "Ora lo sapete che cosa succederà vero? Il Pd cercherà a tutti i costi di varare un governo tecnico, ma la verità è che loro hanno paura del voto. E anche Fini ha paura di andare al voto. Invece dobbiamo andare presto alle elezioni perché siamo in una palude e dobbiamo uscirne al più presto". Lo ha detto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ad Alassio per assistere alla selezione regionale di Miss Padania. "Andiamo al voto allora e vedrete che cosa deciderà il popolo - ha aggiunto Bossi -. Ci sono due persone che prenderanno i voti: quelli sono Bossi e Berlusconi. Lo ha detto Cota stamattina sulla Stampa e ha ragione". Poi attacca il presidente della Camera: "Fini? Se io fossi stato al posto di Berlusconi l'avrei buttato fuori subito. Ma se ti scarica, uno che cosa deve fare?. Lui si è venduto a Berlusconi quando ha sciolto An. Io sono amico di Berlusconi, ma non ho mai pensato di vendere la Lega Nord".

Le accuse di Farefuturo "I bravi di manzoniana memoria sono tornati. Non c’è altro: non una proposta politica, né un’idea di base che sia la stella polare dell’azione del partito di maggioranza relativa". La fondazione finiana parla di "squadrismo mediatico" che "fa pensare e costringe a rivedere giudizi e comportamenti". "Perché, abbiamo cercato di non dirlo fino ai peggiori contorcimenti retorici, dietro ogni 'bravo' c’è sempre un don Rodrigo che ordina, che paga, che promette, che corrompe le coscienze- continua Farefuturo - osservando i comportamenti degli 'scagnozzi di regime', oggi il Pdl cosa potrebbe sembrare? Di sicuro non il partito liberale di massa che doveva essere. Di sicuro non più la casa comune dei moderati, dei liberali, dei conservatori illuminati, dei riformatori".

Il Pdl: "Italiani stanchi dei signor no" Immediata la replica del Pdl affidata al portavoce Daniele Capezzone: "Una larghissima maggioranza di italiani sta con Berlusconi e apprezza il lavoro importante svolto dal governo". "Dai record nella lotta alla criminalità organizzata ai positivi segnali di ripresa economica, passando per l’incardinameno di riforme attese da anni, il governo Berlusconi ha alle spalle due anni di risultati concreti - ha spiegato Capezzone - i cittadini sono stanchi dei frenatori, dei signor no, di coloro che pensano, come accadeva nella vecchia politica, di esercitare poteri di interdizione, o addirittura di veto e di blocco". "Gli italiani hanno scelto Berlusconi due anni fa, e poi ancora un anno fa, e ancora tre mesi fa - ha concluso il portavoce del Pdl - è impensabile che minoranze di palazzo possano pensare di paralizzare le maggioranze decise dagli elettori".

Cicchitto: "I finiani non diano lezioni" "Chi è causa del suo mal deve piangere se stesso - ha replicato il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto - Italo Bocchino non può dare tante lezioni, perché nell’arco di questi ultimi mesi è stato protagonista di polemiche violentissime che hanno portato a questa situazione di crisi politica e alla formazione di due gruppi parlamentari". "Una riflessione sull’acutizzazione dello scontro all’interno del centrodestra doveva essere aperta precedentemente. Adesso - ha aggiunto Cicchitto - la parola alle polemiche, poi credo che a fine agosto faremo il punto su questo complesso di questioni e vedremo cosa abbiamo sul tavolo". Cicchitto ha ricordato, poi, che "per questioni che presentavano anomalie simili a quelle che emergono in questa vicenda il centrosinistra e alcuni finiani hanno sistematicamente richiesto le dimissioni, in alcuni casi ottenendole".

Anche Di Pietro chiede dimissioni Mentre Pdl e Fli vanno avanti nello scontro, anche da una parte dell’opposizione iniziano ad arrivare a Fini richieste di un chiarimento sulla vicenda della casa di Montecarlo. "Le spiegazioni di Fini sono tardive e anche insufficienti - ha tuonato il leader Idv, Antonio Di Pietro - Se le stesse cose le avesse dette il primo giorno avrebbe evitato una brutta figura e un mese di gogna mediatica. Allora magari erano sufficienti. Ma oggi non possono certo bastare".