Bossi assolto per gli incidenti di via Bellerio del 1996

La Corte di appello ha assolto il leader del Carroccio, accusato di resistenza a pubblico ufficiale

Milano - Umberto Bossi è stato assolto per non aver commesso il fatto dalla corte d’appello di Milano per gli incidenti di via Bellerio del 18 settembre 1996. Per gli altri esponenti della Lega, Roberto Calderoli, Mario Borghezio e Davide Caparini, anche loro imputati di resistenza a pubblico ufficiale, il giudice ha dichiarato l’assoluzione ma per prescrizione. Il processo, che si è celebrato oggi, come hanno ricordato le difese, è riapprodato in Corte d’appello dopo che nel 2004 la Cassazione aveva annullato la sentenza.

I fatti in questione risalgono al 1996, quando la Procura di Verona dispose la perquisizione della sede milanese della Lega in via Bellerio. In quell’occasione avvenne uno scontro fisico tra forze dell’ordine e leghisti presenti, nel corso del quale l’attuale capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Maroni, era rimasto ferito. Bossi, presente assieme ad altri dirigenti del partito, era stato condannato in origine a quattro mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale. Ma nel 2004 la Cassazione annullò il processo per il "Senatur", Borghezio, Calderoli e Caparini, trasformando in pena pecuniaria la pena detentiva a cui erano stati condannati Maroni e un altro esponente leghista, Piergiorgio Martinelli.