Bossi: "Avanti così, ma senza l'Udc" Fli: "Velleitario sostituirci con Casini"

Vertice a Villa Campari tra Berlusconi e la delegazione leghista. Bossi: "Si va avanti così senza Casini e l’Udc per realizzare il programma". Si chiude per il momento la possibilità di tornare alle urne. Ma Maroni avverte: "In corso un’operazione per far fuori Berlusconi". Bocchino: "Bene, è velleitario pensare di sostiuire Fini con Casini"

Rimini - Avanti così, ma senza l'Udc di Casini. Dopo l'incontro di settimana scorsa con i vertici del Pdl, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto il leader leghista Umberto Bossi a Villa Campari per fare il punto sulla strategia politica da adottare a settembre. Per il momento, dunque, niente elezioni anticipate. "Si va avanti così - ha piegato il Senatùr al termine del vertice - senza Casini e senza l’Udc per realizzare il programma".

Il governo va avanti senza l'Udc Dal vertice a Villa Campari, residenza del Cavaliere sul Lago Maggiore, giunge una frenata sia rispetto un eventuale ritorno alle urne sia all’ipotesi di ampliare la maggioranza ai centristi. Per il momento non ci saranno elezioni anticipate, spiega il leader della Lega Umberto Bossi ai cronisti, la maggioranza "va avanti così", ma senza Casini e senza l’Udc, per realizzare il programma. Prevale quindi la cautela su entrambe le questioni discusse a pranzo dai due leader. Pdl e Lega quindi preferiscono andare a vedere i numeri, ma anche il clima, che si determinerà in Parlamento alla verifica di metà settembre sui cinque punti programmatici esposti la scorsa settimana dal premier. Anche perchè negli ultimi giorni sono giunte dalla componente finiana voci dissonanti e non sono mancate segnali di disponibilità da parte sia dell’Udc che dell’Api di Rutelli non ad entrare nella maggioranza, ma a valutare nel merito - e in caso sostenerle - le riforme che il governo presenterà in Parlamento.

Cesa: "Cala il sipario d'estate" "Finalmente sembra calare il sipario sul teatrino della politica alimentato nel mese di agosto dalle convulsioni del Pdl. È positivo che si sia accantonata la scorciatoia delle elezioni anticipate, vera e propria fuga dalle responsabilità di governo", commenta il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa assicurando che l'Udc continuerà "sulla strada intrapresa, che ha dimostrato efficacia politica e serietà istituzionale". "L’opposizione repubblicana non può concorrere allo sfascio dell’Italia, ma all’assunzione di provvedimenti utili ai cittadini - spiega Cesa - niente sconti per le leggi che non servono e appoggio agli interventi necessari per il paese".

Maroni: "Un piano contro Berlusconi" "Non è un complotto" ma un "progetto politicamente legittimo" per "sostituire Berlusconi". È comunque una iniziativa fatta alla luce del sole "contro la democrazia". Per questo il ministro dell’Interno Roberto Maroni la contrasterà perché "sa di palazzo romano". "Non c’è un complotto, ma un progetto che a me non piace - precisa Maroni dal Meeting di Comunione e Liberazione - un progetto sostenuto da molti, di sostituire o concludere il lungo e utile periodo di guida del berlusconismo e sostituirlo con qualche altra cosa". "E' un progetto legittimo - insiste -, non vedo società segrete che si mettono a complottare in qualche scantinato, viene scritto sui giornali". "Siccome la sovranità appartiene al popolo se cade una maggioranza si debba tornare a votare e non è accettabile che chi ha perso le elezioni governi - conclude il titolare del Viminale - perché questo è il contrario della democrazia. Sa molto di palazzo romano e poco di democrazia e contrasterò un progetto che sia volto a cambiare queste regole".

Bocchino: "Bene no a voto" "Le parole di Bossi sul voto anticipato sono più che condivisibili, non c’è ragione di andare alle elezioni anticipate. La maggioranza ha gli stessi voti della prima fiducia, solo che ora i soggetti che la formano non sono più tre ma quattro: Pdl, Fli, Lega e Mpa. È velleitario sostituire Fini con Casini", ha commentato Italo Bocchino, presidente di deputati di Fli. "Noi garantiamo la nostra fiducia sul programma di governo fino all’ultimo giorno di legislatura così come siamo pronti a discutere di altri temi secondo le prerogative dei parlamentari ma non a subire aut aut", aggiunge Bocchino. "È velleitaria l’idea di qualcuno dell’entourage di Berlusconi di voler sostituire Fini con Casini e va contro la volontà dell’elettorato - spiega ancora Bocchino - Sostituire Fini con Casini, come forse pensava di fare qualcuno, non interessa a Casini e non interessa neanche alla Lega". "Diverso sarebbe un ragionamento ’tatarellianò di allargare la maggioranza a quell’area moderata che rappresenta il 65% degli italiani - continua Bocchino - in quel caso se ne può discutere ma non sarebbe una novità. Lo stesso Berlusconi lo ha proposto a Casini che gli ha detto no, a Rutelli che gli ha detto no e ultimamente a Riccardo Villari, senatore rimasto deluso dal Pd. Ecco, nel caso Berlusconi volesse allargare la maggioranza senza rinunciare a chi è stato votato dall’elettorato, se ne può discutere".

Il vertice a Villa Campari Il vertice si tiene a villa Campari a Lesa, sul lago Maggiore. La villa acquistata dal premier nel 2008 è appartenuta a Cesare Correnti, patriota del Risorgimento e ministro del Regno d’Italia. Sul muro di cinta del parco della villa, per ricordarlo, c’è una lapide: "A Cesare Correnti, raro e potente ingegno che il 4 ottobre del 1888 chiudeva in questa sua villa una vita tutta sacra alla patria". La targa è stata scolpita nel muro due anni dopo la morte di Correnti. Berlusconi ha inaugurato la sua residenza sul lago Maggiore il 29 settembre del 2008, in occasione del suo 72esimo compleanno, di quello di Silvio junior, secondo figlio di Marina, nato lo stesso giorno del nonno, e del figlio Luigi, nato il 27 settembre. Quel giorno, per l’inaugurazione della villa e per festeggiare i tre compleanni, si era radunata tutta la famiglia compresa Veronica Lario.