Br, la Petrella resta in carcere

Il 19 ottobre verrà analizzata la domanda di estradizione della terrorista. Per il momento, però, Marina Petrella resta in prigione a Parigi. L'accusa: "C'è il rischio che lasci il Paese"

Parigi - Marina Petrella non sarà scarcerata. La militante delle Br implicata nel sequestro Moro e arrestata dalla polizia francese poche settimane fa non lascerà Parigi. La Corte d'appello di Versailles ha accolto la richiesta dell’avvocato generale, secondo il quale sussiste il pericolo che Petrella lasci il territorio francese. La Corte ha anche rinviato al 19 ottobre l’esame della domanda di estradizione, chiedendo all’Italia di fornire delle precisazioni.

Aveva compiuto rapine e attentati L’avvocato della Petrella, Irene Terrel, ha affermato che la sua cliente non si sarebbe sognata di lasciare la Francia, dove ha ormai la sua famiglia, e ha annunciato che presenterà una nuova richiesta di scarcerazione. Petrella, 53 anni, era stata condannata all’ergastolo in Italia nel 1992 per aver ucciso un commissario di polizia e aver gravemente ferito il suo autista a Roma nel 1981, e per aver sequestrato un magistrato, compiuto rapine e attentati negli anni Ottanta.

La fuga in Francia L’ex brigatista si era rifugiata in Francia alla fine degli anni Ottanta, beneficiando della cosidetta "dottrina Mitterrand", in base alla quale Parigi garantiva una forma di asilo politico ai terroristi che avessero "rotto con la spirale della violenza", come dichiarò all’epoca il presidente della Repubblica socialista. Una politica interrotta dal governo francese nel 2002, con la concessione dell’estradizione dell’ex Br Paolo Persichetti.

Arrestata a Pargi ad agosto Petrella, che lavorava come assistente sociale, era stata arrestata ad Argenteuil, vicino Parigi, il 21 agosto, mentre si presentava in commissariato per un normale controllo d’indentità. Fu incarcerata l’indomani a Versailles. La decisione di oggi non è sorprendente: scotta infatti ancora il ricordo della fuga dell’ex leader dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti, agli arresti domiciliari dopo aver esaurito i ricorsi contro la sua estradizione, nel 2004. Ritrovato dalla polizia in Brasile dopo mesi di indagini, Battisti è attualmente in attesa di essere estradato.