Brillanti bancari e utilities. Frena Fiat, scivolano Unipol, Stm e Risanamento

Piazza Affari archivia in rialzo una seduta nervosa, segnata dalle scadenze tecniche e dalle trimestrali. Le "tre streghe", ovvero le scadenze dei principali contratti derivati, sottolineano gli operatori, hanno alterato i volumi e inciso sui movimenti dei titoli. I risultati di alcuni big del listino (Generali, Atlantia, Intesa, Alleanza) hanno reso ancora più frizzante la giornata. Gli operatori notano una rotazione settoriale, con un ritorno d'interesse per petroliferi, utilities e difensivi in genere. In chiusura, l'indice S&P/Mib ha guadagnato l'1,35%, a 14.948 punti, dopo aver superato nel corso della seduta quota 15mila punti. Il Mibtel è avanzato dell'1,03% e l'AllStars dello 0,3%. Volumi per un controvalore pari a circa 2,4 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo ha guadagnato l'1,74%, con uno scatto nel finale e volumi pari a oltre due volte la media. Il mercato, inizialmente, aveva bocciato la mancata distribuzione del dividendo: il titolo era arrivato a perdere oltre il 5%. Giù le risparmio (-2,37%). Brillanti le banche: Ubi +3,49%, Banco Popolare +4,2% e Popolare Milano +2,38%. Tornando ai big che hanno comunicato i risultati dell'anno scorso, Generali è salita dell'1,02%, perdendo un po' di tonicità nel pomeriggio. Il Leone ha annunciato svalutazioni per 5 miliardi. In un report nel quale ribadisce il rating "underperform", Bank of America parla di «risultati misti». La controllata Alleanza è avanzata dell'1,9%, sebbene abbia annunciato un calo dell'utile e del dividendo. Restando agli assicurativi, Unipol ha lasciato sul terreno il 9,09%: ieri, la compagnia ha annunciato che non distribuirà la cedola 2008. Tracollo delle Unipol privilegiate (-11,75%). Il fattore dividendo viene utilizzato dagli operatori per giustificare il denaro piovuto sulle utilities: le società del settore, infatti, in gran parte hanno confermato i livelli di payout. A2A, che annuncerà i risultati 2008 il prossimo 25 marzo, è balzata del 7,07%. Terna ha messo a segno un progresso del 4,01% ed Enel del 5,8%. Stm ha perso il 5,39%, affossata dal warning sulle vendite dei primi tre mesi lanciato da Sony Ericsson, la joint nella telefonia mobile fra i gruppi nipponico e svedese. Fiat è caduta del 2,28%, colpita dalle prese di beneficio, dalle scadenze delle opzioni e dalla notizia, poi smentita dal Lingotto e dalla stessa Chrysler, che la casa di Torino assumerà il 35% del debito che il gruppo Usa avrà nei confronti del governo di Washington. Nel settore automotive, Pirelli è arretrata dell'1,61%. Atlantia ha perso il 2,22% nella giornata in cui ha comunicato i risultati 2008. Secondo i trader, pesa il taglio della politica di dividendi. Mediaset è scesa del 3,26%. Spunti per i titoli maggiormente penalizzati nelle ultime sedute: Mondadori +1,62%, Telecom +1,57%, Finmeccanica +2,52%. Realizzi sui titoli che da lunedì entreranno nell'indice S&P/Mib, al posto di Seat, Fastweb ed Espresso, ovvero Campari (-6,79%), Cir (-5,74%) e Ansaldo Sts (-3,46%). Fra le small e mid cap, Risanamento è crollata del 22,76% dopo aver annunciato che sono superati gli accordi per la cessione dell'area ex Falck stipulati con Limitless. L'assemblatore di chip Eems (+32,64%) ha proseguito il movimento rialzista cominciato giorni fa. Un analista ricorda che la tedesca Qimonda, verso la quale Eems vanta un credito di 8,1 milioni di dollari, è oggetto di negoziati per arrivare a un salvataggio che passi attraverso l'ingresso dello Stato della Sassonia nel capitale. Da segnalare ancora i rally di Socotherm, +28,32%, Telecom Italia Media, +10,29%, e Dmt (+14,03%).