Brogli, governo in retromarcia "Questa legge va cambiata"

Roma - Fa sempre meno proseliti il partito degli scettici e dei sostenitori della teoria della «bufala». A poche ore dalle parole del presidente della Camere, Fausto Bertinotti sul video dei brogli australiani e dei passi della magistratura che ne ha disposto l’acquisizione, anche il governo prende posizione. E lo fa (ovviamente) in maniera istituzionale, respingendo le accuse di irregolarità ma prendendo atto che un problema c’è. «Bisogna assolutamente fare chiarezza» ha detto a La7 il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ricordando però che «all’epoca non eravamo noi al governo» e che «il controllo delle elezioni spetti al governo».

Per Chiti tuttavia, dopo le indagini della magistratura, dovrà essere «la politica a cambiare la legge elettorale». Di fatto un’anticipazione di ciò che un comunicato annuncia poco dopo: «In relazione alle recenti vicende che hanno evidenziato carenze nella normativa riguardante lo svolgimento del voto degli italiani all’estero - si legge - il ministro Chiti, d’intesa con i ministri Amato e D’Alema, avvierà un’iniziativa volta alla riforma del regolamento concernente il voto degli italiani all’estero». Iniziativa che non esclude «qualora fosse necessario» la presentazione di un ddl di riforma. E che prenderebbe in considerazioni esclusivamente le modifiche necessarie ad assicurare che il voto si svolga «secondo i principi costituzionali della libertà, della personalità, della segretezza e dell’eguaglianza».

Intanto anche in Parlamento arrivano due disegni di legge. Uno targato Ulivo, presentato dal senatore ulivista ed ex magistrato Felice Casson, e l’altro da An, a firma di Filippo Berselli che prevede l’abolizione del voto per corrispondenza e la creazione di nuove sezioni elettorali oltre quelle presenti nei consolati. Mentre Nino Randazzo e Marco Fedi, i due senatori dell’Ulivo eletti nella circoscrizione «Australia e Africa», annunciano che avvieranno un’azione «civile e penale» e di risarcimento per «danni morali e materiali». Solidarietà nel frattempo giunge dal responsabile Ds per gli italiani nel Mondo, Maurizio Ciocchetti per cui la «Destra ha usato questo come pretesto per scatenare l’ennesima bufera» e dal senatore Luigi Pallaro, eletto nella circoscrizione America meridionale, per cui «si tratta di una montatura».

All’opposto il leader di An Fini («Cominciamo ad avere la certezza di brogli elettorali») e Pier Ferdinando Casini che parla di «una cosa seria» e spiega: «Bertinotti ha guardato in faccia la realtà. Mi dispiace molto che ci sia un tentativo di minimizzare dei fatti che appaiono nella loro gravità a tutte le persone di media intelligenza». Fa poi un invito all’opposizione «a continuare un’azione non demagogica ma seria». Intanto Silvio Berlusconi ieri ha nominato Valentino Valentini nuovo responsabile per gli azzurri nel mondo.