Il broglio ci fu, ma non come spiega il libro

«È vero, le schede bianche sono calate anche nei comuni “rossi”, ma restano molti misteri da chiarire»

(...) stato o comunque non sia stato così netto come nei comuni «neri» (preferisco questa dizione ad «azzurri»). Per quanto mi è stato possibile constatare, in una mia piccola ma ben documentata inchiesta, l'affermazione del Giornale è vera. Facendo dei controlli a campione non risulta affatto che ci sia una diversità tra comuni rossi e neri. Io ho esaminato ad esempio due comuni campani, Giugliano (Na) e Napoli, entrambi amministrati da giunte di sinistra e in entrambi il calo delle bianche è in linea con quelli della regione, che comunque è più alto di quello nazionale. Per meglio dire il crollo è simile in termini percentuali, ma enorme in valore assoluto, perché le bianche nel 2001 erano altissime, rispetto all'allora media, e si sono in pratica azzerate in questa tornata.
Il calo, o meglio il crollo, delle bianche è piuttosto generalizzato, con punte in Campania e Puglia. Ma distribuito equamente in entrambi i tipi di amministrazione. Nella mia piccola inchiesta, ho verificato pure che il comune pugliese che nel «Broglio» viene riportato a 0 schede bianche, cioè San Nicola di Bari, in realtà è Sannicandro Garganico e lo 0 nella colonnae bianche è frutto di un errore materiale: se si ha la pazienza di fare i conti con la calcolatrice, si vede che le schede bianche dovrebbero essere circa 167. Sul sito dell'Utg di Bari si legge che Sannicandro Garganico (Fg) è l'unico comune della Puglia a 0 Schede bianche, perciò dovrebbe essere questo il comune citato nel libro. Rifacendo i conti però credo che lo 0 sia frutto di un errore materiale. Infatti a Sannicandro i votanti risultano (dallo stesso sito della Prefettura) 13.533; i voti non validi 441. Ma la percentuale dei voti non validi sui votanti è 4,5. Se si fa il conto, 441 è solo il 3,2 di 13.533. Il 4,5 è rappresentato da 608. Un rapido calcolo e le schede bianche dovrebbero essere 167. O così oppure è sbagliato il calcolo della percentuale. Sono portato a credere che l'errore però sia lo 0.
Per cui, io per primo, acceso sostenitore del broglio tentato da Berlusconi, non ho difficoltà ad ammettere, l'assoluta infondatezza di queste affermazioni del libro. L'autore dell'articolo però fa un'analisi molto parziale, in quanto estrapola un dato dal libro ed esaminandolo fuori contesto. Il libro parte dalle numerose stranezze ed incongruenze inspiegabili, per fare una serie di ipotesi. Anche se le possibili spiegazioni date dal libro sono abbastanza fumose, le incongruenze e le stranezze rimangano tutte. Che queste elezioni siano state piuttosto strane, con risultati che danno da pensare lo dice lo stesso Lussana, quando esamina il dato che le schede bianche al Senato siano più che alla camera, nonostante gli elettori della Camera siano molti di più. Non dice che l'autore stesso del libro è perplesso sulla sua teoria, dato che si rende conto che manipolare le schede bianche nelle urne presupporrebbe un esercito di imbroglioni, cosa davvero poco probabile. Ma se, come io ritengo, il broglio è stato fatto a valle, cioè da chi raccoglieva i dati e non nelle urne, ha poca importanza in quali comuni le schede bianche siano diminuite.
Lussana trova anche vergognoso che non si siano potute ricontare le schede. Come tutti quelli di destra anche l'autore di questo articolo ha in enorme disprezzo le leggi della Repubblica. Che prevedono il riconteggio delle schede, ma con determinate regole. In prima istanza la legge prevede si possano ricontare solo lo schede contestate. Ciò è stato fatto. Il resto è demandato alla giunta delle Camere. Lì si potranno ricontare eventualmente tutte. L'esempio del Messico non c'entra un tubo, dato che lì le leggi saranno diverse. O si vuole applicare le leggi di altri paesi, a secondo della convenienza? Nessuno nega la possibilità di controlli, ma vanno fatti secondo le nostre leggi. Altrimenti le elezioni diventerebbero virtuali, dato che ogni perdente richiederebbe il controllo, con la sicura paralisi del paese. Ecco perché il legislatore ha previsto un limite alla possibilità di ricontrollo. Mi pare ovvio oltre che giustificato. Lussana cerca poi di insinuare il sospetto, partendo dal maggior numero di bianche al Senato che, se broglio c'è stato, questo semmai è stato compiuto dalla sinistra. Argomentando che i brogli si fanno per vincere. Vero, i brogli si fanno per vincere e non per perdere, o rimontare solo una parte dello svantaggio. Ma ancora più vero è che non si è mai visto brogli fatti da un'opposizione. Un'opposizione così potente, che sarebbe in grado di compiere brogli, nonostante le istituzioni, compreso il ministero dell'Interno, siano in mano all'altra parte.
L'autore dell'articolo sembra poi dimenticare che la tesi del libro è chiara: Berlusconi ci ha provato ma gli è andata male. Per qualche ragione, che il libro individua nell'intervento dei Democristianoni (cioè Udc + Pisanu), il broglio è risultato un tentato broglio, perché il caimano è stato fermato. Alla fine dell'articolo, poi viene citata una dichiarazione del senatore Manzione, della Margherita, membro della giunta delle elezioni, che dà una spiegazione facile facile al crollo delle bianche o delle nulle: «Ci sono state meno schede bianche e meno schede nulle in queste elezioni politiche per due motivi: perchè era più semplice votare e perchè sono stati più convinti gli elettori del centrosinistra. Non c'è stato proprio nessun broglio, ma semplicemente nel 2001 ci furono più schede bianche perchè molti elettori del centrosinistra decisero di votare comunque, non specificando la coalizione di riferimento. Stavolta, invece, hanno votato più convintamente per noi e quindi ci sono state meno schede bianche. Nessun broglio, nessun mistero». Che Manzione abbia queste doti di veggenza, è sorprendente. Da quello che mi risulta, l'elettore di sinistra, in genere più politicizzato, è difficile che voti scheda bianca. La mia tesi, non dimostrabile è sicuramente però più probabile di quella di Manzione, indimostrabile anch'essa ed oltretutto improbabile.
Ma quello che è sicuramente sbagliato in queste affermazione è che le schede bianche siano diminuite per la maggior semplicità del sistema elettorale. Perché il sistema elettorale sarebbe più semplice? Per la mancanza di preferenze? Ma queste mancano dall'introduzione del maggioritario e dei collegi uninominali, cioè dal ’92, se ricordo bene. Per cui dove sarebbe la maggiore semplicità? Ma anche nel caso fossero più semplici, questo avrebbe inciso sulle nulle (calate anche loro) e non sulle bianche. Infatti molte schede sono annullate per errori dell'elettore. In un sistema più complesso la percentuale di errori aumenta, quindi aumentano le nulle. In che modo possa incidere sulle bianche che sono l'espressione di volontà, o non volontà, dell'elettore, e non di errori dovrebbe esser spiegato. Infine se si usa la spiegazione della maggior motivazione dell'elettorato, come fa la destra per spiegare la rimonta, abbiamo già detto in più salse, che non è assolutamente vero che ci sia stata una maggiore mobilitazione dell'elettorato, cosa che spiegherebbe anche l'errore dei sondaggi. Come da più parti è stato detto, gli elettori votanti non sono affatto aumentati, anzi in valore assoluto sono diminuiti. L'errore (?) è nato perché questa volta per la differenza del conteggio degli elettori all'estero.