Bruino, trovato il cadavere Marina sepolta dietro casa dell'ex amante del marito

Confessano i complici di Maria Teresa Crivellari, arrestata per il sequestro, l'omicidio e l'occultamento del cadavere di Marina Patriti. Il corpo era sepolto sotto un marciapiede. La morte il giorno della scomparsa. Femato anche il figlio della donna

Torino - Il corpo nascosto dietro casa. Il cadavere di Marina Patriti era a Sant'Ambrogio, in Valle di Susa in un'area di cantiere non lontano dall'abitazione di Maria Teresa Crivellari, la donna arrestata con i due complici ed ex amante del marito della vittima. Sul posto si è recato il comandante provinciale di Torino dei carabinieri, colonnello Antonio De Vita. Il corpo di Marina Patriti è stato trovato sepolto nella terra sotto un marciapiede di cemento di recente costruzione davanti all'uscio della casa di Maria Teresa Crivellari, la donna che era diventata la rivale in amore della vittima dopo la relazione con avuta il marito. A portare i carabinieri a scoprire il corpo sarebbero stati i complici della donna nel delitto, Andrea Chiappetta e Calogero Pasqualino, che ieri sono stati interrogati al tribunale di Pinerolo.

Fermato anche il figlio Con l’accusa di concorso in sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere è stato fermato nella notte Alessandro Marella, 20 anni, figlio di Maria Teresa Crivellari, la donna arrestata venerdì per la scomparsa di Marina Patriti, la casalinga di 44 anni di Bruino di cui non si avevano più notizie dal 18 febbraio e il cui cadavere è stato trovato ieri sera sepolto dietro l’abitazione della Crivellari a Sant’Ambrogio torinese. Marella è stato arrestato nella sua casa di Piossasco dai carabinieri del comando provinciale di Torino. Con la Crivellari erano già finiti in manette anche due amici di Marella, Andrea Chiappetta e Calogero Pasqualino.

La dinamica Sequestrata, narcotizzata, soffocata con un sacchetto della spesa: sarebbe questa la tragica sequenza che ha scandito le ultime ore di Marina Patriti. Quanto tempo sia trascorso dal momento del rapimento a quello del delitto saranno gli esami di laboratorio a dirlo. I primi accertamenti del medico legale Nicola Chiappisi ritengono lo stato di avanzata decomposizione del cadavere compatibile con il giorno della scomparsa, il 18 febbraio. L’ipotesi più accreditata dagli investigatori, dunque, è che Marina Patriti sia stata uccisa il giorno stesso della scomparsa dopo una breve permanenza nel garage dell’abitazione di Maria Teresa Crivellari, la mente diabolica che ha architettato l’omicidio.

I tempi La ricostruzione finora è in tre tempi: il sequestro in auto da Bruino a Sant’Ambrogio in cui Marina Patriti sarebbe stata subito narcotizzata. Il trasferimento nel garage di casa Crivellari dove sarebbe stata tenuta nascosta probabilmente poche ore e infine il delitto perché ai primi segni di risveglio sarebbe stata uccisa soffocata con un sacchetto. Ad avvalorare questa ipotesi è proprio la presenza del sacchetto sulla testa del cadavere. Marina è stata trovata ieri sera vestita con lo stesso abito del giorno della scomparsa. Ancora presto per dire se abbia subito percosse.

Il marciapiede Una buca di mezzo metro scavata nella terra del giardino: questa è stata la tomba della Patriti per otto mesi. L’ex amante di suo marito l’aveva sepolta con l’aiuto dei suoi complici nel giardino di casa e contava di tenerla lì chissà fino a quando. Per occultarla meglio, aveva fatto costruire un marciapiede di cemento e sopra ancora una terrapieno. L’ex amante e marito della vittima, Giacomo Bellorio, avrebbe però affermato, subito dopo il ritrovamento del cadavere, che proprio quel terrapieno lo aveva subito insospettito e ne aveva chiesto spiegazione alla Crivellari ricevendo come risposta che voleva costruire un dehor. La tomba di Marina Petriti era stata scavata a fianco della porta laterale della casa della Crivellari, una villetta bi-familiare a due piani con i muri gialli. Al piano di sotto ci sono i locali adibiti a garage, al piano di sopra due appartamenti: uno abitato da Crivellari e figli e l’altro da tre giovani baristi che, ascoltati dagli investigatori, hanno dichiarato che non si sono mai accorti di nulla.